Addio a Franco Baresi, il calcio piange il "Milanista del secolo" e la leggenda del libero

A 66 anni si spegne l'indimenticabile bandiera rossonera e azzurra. Da San Siro a Usa '94, la storia di un'icona immortale del calcio mondiale.
31.07.2026 12:05 di  Antonio Bruno   vedi letture
Fonte: La Redazione di Sport a Km 0
Addio a Franco Baresi, il calcio piange il "Milanista del secolo" e la leggenda del libero

Addio al "Milanista del secolo": il calcio piange Franco Baresi

È una di quelle notizie che non vorremmo mai dare, un giorno che spezza il cuore di tutti gli amanti del calcio. Franco Baresi è morto a 66 anni, dopo aver lottato con coraggio contro la malattia che lo aveva colpito nel 2025.

“La nostra storia in lacrime.”

È l'annuncio commosso del Milan, la sua casa, la sua unica pelle per tutta una vita sportiva.

Come giustamente sottolinea l'agenzia ANSA:

Addio al 'Milanista del secolo', l'ultimo grande libero, bandiera rossonera e leggenda del calcio italiano e di quello mondiale.

Un ultimo, indimenticabile abbraccio

Il suo cuore generoso batteva ancora forte a febbraio, quando in mondovisione ci regalò l'ultimo, struggente brivido. Durante la cerimonia di apertura dei Giochi di Milano Cortina 2025, eccolo a San Siro con la fiaccola olimpica in mano, fianco a fianco con l'eterno amico e rivale Beppe Bergomi. La "Scala del calcio" si univa ancora una volta nell'orgoglio e nell'amore per lo sport, stringendosi attorno a due giganti.

Piscinin, Kaiser Franz, leggenda

Orfano a 14 anni, un'adolescenza segnata dalla scorza dura, l'esordio a Verona nel 1978 a soli diciassette anni. Per tutti era il 'Piscinin', quel ragazzo esile preso sotto l'ala protettiva da Gianni Rivera. Ma quel soprannome svanì in fretta, spazzato via da una classe cristallina e da una leadership naturale che lo portò a diventare capitano del Milan a soli 22 anni, mantenendo la fascia per 15 anni e per sempre nell'immaginario dei tifosi.

Scartato da ragazzino dall'Inter (dove giocava il fratello Beppe), ha legato indissolubilmente il suo destino ai colori rossoneri, restando fedele alla maglia (ritirata con il leggendario numero 6) anche nei momenti più bui delle retrocessioni. Sotto la guida di mostri sacri come Liedholm, Sacchi e Capello, ha scritto pagine irripetibili:

6 Scudetti

3 Coppe dei Campioni / Champions League

2 Coppe Intercontinentali

4 Supercoppe Europee

2 Supercoppe Italiane

L'ultimo grande libero

Gianni Brera lo descriveva con "virile bellezza gladiatoria". Baresi non era un semplice difensore: interpretava il ruolo di libero in modo avveniristico, unendo anticipi spietati a una visione di gioco da regista puro. Ribattezzato 'Kaiser Franz' nel mito di Beckenbauer, ha sfiorato il Pallone d'Oro nel 1989 (vinto dal compagno Van Basten) e ha fatto grande la Nazionale. Campione del Mondo nel '82 (seppur senza scendere in campo) e indimenticabile protagonista della drammatica finale di Usa '94 a Pasadena, chiusa con le sue lacrime e l'abbraccio di un intero Paese.

Oggi quelle lacrime bagnano il volto di tutto il mondo del calcio, che perde un signore d'altri tempi, un esempio di lealtà, stile e passione pura.

La redazione di Sport a km 0 si stringe con immenso dolore attorno alla famiglia Baresi, ai suoi cari e a tutti i tifosi rossoneri in questo giorno di profondo lutto.

Buon viaggio, Capitano. Resterai per sempre la nostra storia.