Capolavoro Arezzo a Empoli: 43 anni dopo, il derby è amaranto!
EMPOLI – Certe vittorie non fanno solo classifica: imprimono una svolta nella stagione, certificano la maturità di un gruppo e regalano pagine di storia da raccontare ai nipotini. A distanza di ben 43 anni dall’ultima volta, l’Arezzo torna a sbancare lo stadio "Carlo Castellani – Computer Gross Arena" di Empoli, imponendosi per 1-0. Non è stata una vittoria casuale, ma una vittoria voluta, cercata e ottenuta con le unghie e con i denti, figlia di una superba preparazione della partita da parte di mister Cristian Bucchi.
EMPOLI (352): 12 Seghetti; 8 Magnino, 25 Curto, 33 Cauz; 35 Egan (25′ pt 98 Zedadka), 39 Biondini (1′ st 6 Romagnoli), 21 Yepes (27′ st 57 Belardinelli), 10 Saporiti, 91 Corrado; 11 Shpendi (22′ st 77 Popov), 15 Ceesay (27′ st 23 Bandinelli).. A disposizione: 1 Perisan, 5 Degli Innocenti, 16 Meznar, 20 Distefano, 28 Indragoli, 36 Bembnista, 44 Deli.. Allenatore: Guido Pagliuca.
AREZZO (433): 14 Nunziante; 6 Renzi, 13 Gilli, 4 Coppolaro, 37 Righetti; 17 Ionita, 23 Viviani (17′ st 11 Mancuso), 8 Mawuli (42′ st 24 Chierico); 30 Arena (1′ st 10 Pattarello), 71 Cianci (17′ st 9 Cerri), 99 Olivieri (26′ st 16 Sala). A disposizione: 22 Serban, 90 Seculin, 2 Martinez, 7 Leone, 32 Cagnano, 33 Mancini, 47 Manes. Allenatore: Cristian Bucchi.
ARBITRO: Michael Fabbri di Ravenna (Pietro Dei Giudici di Latina – Matteo Gentile di Isernia). Quarto ufficiale: Mario Perri di Roma. Var: Paolo Mazzoleni di Bergamo. Avar: Daniele Paterna di Teramo.
NOTE: spettatori presenti 6.148 (2.319 paganti + 3.829 abbonati), incasso di 61.069 euro. Espulso Curto al 44′ pt per gioco violento (Var). Ammoniti: pt 18′ Biondini; st 43′ Gilli. Angoli: 3-4. Recupero tempi: 3′ e 4′
RETI: st 29′ aut. Romagnoli
Il coraggio di osare tra emergenza e intuizioni tattiche
Il capolavoro del tecnico amaranto parte dalla lavagna e si estende al rettangolo verde. Bucchi deve fare i conti con un’infermeria affollata e assenze pesantissime (su tutte quelle di Illanes, Tavernelli e il doppio riferimento legato a Iaccarino), ma non si scompone. Conferma inizialmente il 4-3-3, schierando Coppolaro in difesa, Viviani in cabina di regia e lanciando dal primo minuto l’ex Olivieri al debutto assoluto nel tridente. La vera sorpresa della vigilia è l'esclusione di Sala, uno dei migliori in questo avvio di stagione, per fare spazio a Mawuli in mezzo al campo.
Dall’altra parte, l’Empoli di mister Guido Pagliuca risponde con un 3-5-2 speculare e aggressivo, dove Saporiti svaria tra le linee e Ceesay agisce da rifinitore a supporto di Shpendi.
Un primo tempo di sofferenza e la svolta del match
L'avvio è tutto di marca azzurra. L'Empoli fa valere il fattore campo e un possesso palla pimpante che costringe l'Arezzo a schiacciarsi sulla trequarti. Gli amaranto sbandano ma resistono: al 7' Renzi è bravissimo a murare Corrado, mentre al 13' Biondini sfiora il palo con un diagonale insidioso. L’Arezzo fatica a costruire fluidità di manovra, rischiando grosso al 31' su una girata potente di Shpendi che sorvola la traversa e a ridosso dell'intervallo su un'imbucata per Ceesay.
Quando il primo tempo sembra destinato a chiudersi sullo 0-0, arriva l'episodio che cambia inerzia e destino della contesa: al 43' Curto entra con il piede a martello su Viviani. L'arbitro Fabbri viene richiamato al VAR e, dopo il check, estrae il cartellino rosso diretto per gioco violento. Empoli in dieci e Arezzo che guadagna un jolly pesantissimo per la ripresa.
La ripresa: la mossa di Bucchi e il forcing premiato
Nell'intervallo Bucchi cambia marcia: fuori Arena, dentro Pattarello. E l'impatto del numero 10 è devastante per vivacità e imprevedibilità. L’Arezzo sfiora subito il vantaggio al 2' della ripresa: Gilli avanza, serve Renzi che rimette in mezzo per Cianci, sponda per lo stesso Gilli il cui tiro di prima intenzione, deviato da Yepes, scavalca Seghetti ma si stampa clamorosamente sulla traversa.
I cavallini insistono. Pattarello scalda i guantoni a Seghetti con i suoi tradizionali tiri a giro, Viviani impegna il portiere con una staffilata da fuori, e il possesso palla diventa un monologo amaranto. Al 17' la mossa tattica decisiva del mister: Bucchi ridisegna la squadra passando a un coraggioso 4-4-2, inserendo gli ex Cerri e Mancuso (al debutto in amaranto) al posto di Cianci e Viviani.
La pressione si fa martidante. Al 24' cross splendido di Olivieri e colpo di testa imperioso del moldavo Ionita, disinnescato in extremis da un miracolo di Seghetti. È il preludio al gol, che arriva al 29': Ionita disegna un traversone velenoso in area, Seghetti esce coi pugni ma spedisce la sfera addosso al proprio compagno Romagnoli, da cui il pallone carambola beffardamente in fondo al sacco per l'autorete dello 0-1.
Gestione e apoteosi finale
Trovato il vantaggio, l'Arezzo dimostra intelligenza e tempra, sebbene debba soffrire fino al triplice fischio. Mancuso sfiora il raddoppio immediato su un retropassaggio errato di Seghetti, mentre nel finale i padroni di casa spaventano i toscani con un colpo di testa di Belardinelli che scheggia la traversa al 44' su palla inattiva.
Al 49', dopo quattro interminabili minuti di recupero, esplode la gioia liberatoria: l'arbitro fischia la fine. È festa grande per i mille splendidi tifosi accorsi nel settore ospiti, capaci di rispondere alla grande dopo la trasferta di Verona e di trascinare la squadra a un trionfo epico. Questa vittoria è il manifesto del lavoro di Cristian Bucchi: coraggio nei cambi, lettura perfetta dei momenti della gara e un gruppo che, tra contratture iniziali e orgoglio finale, si prende tre punti d'oro che fanno volare morale e classifica.
