Panchina Italia, spunta la suggestione Guardiola: Malagò apre ai colpi di scena, Maldini e Leonardo studiano la svolta
Dal post-Spagna al toto-panchina: da Guardiola ai grandi ritorni, chi raccoglierà l'eredità azzurra?
Il trionfo mondiale della Spagna ha chiuso un capitolo e ne ha immediatamente aperto un altro, forse ancora più caldo e dibattuto nel panorama calcistico italiano: la scelta del nuovo Commissario Tecnico della Nazionale. Con le dichiarazioni del presidente della Figc Giovanni Malagò ai microfoni di Sky Sport, il quadro si è fatto al contempo più chiaro e ricco di colpi di scena. Malagò ha spento i riflettori sul dualismo esclusivo che vedrebbe in lizza solo Roberto Mancini e Andrea Pirlo, aprendo ufficialmente a scenari inediti e confermando il lavoro di pianificazione strategica svolto in sinergia con la nuova dirigenza federale. Tra i nomi che infiammano la piazza e accendono i sogni dei tifosi, spicca prepotentemente anche quello di Pep Guardiola.
La svolta di Maldini e Leonardo: tra la suggestione Guardiola e le opzioni concrete
Le riflessioni condotte a porte chiuse da Paolo Maldini e Leonardo rappresentano il vero asse portante di questa fase di transizione. I due uomini forti della Federazione non stanno seguendo una linea di comodo, ma stanno scandagliando ogni opzione per dare un'identità precisa e duratura al prossimo quadriennio azzurro, con lo sguardo fisso ai Mondiali del 2030.
Se i profili di Antonio Conte e Roberto Mancini restano al centro del dibattito, a catturare l'immaginazione collettiva e a muovere le ipotesi più affascinanti è proprio la pista estera di altissimo profilo:
Pep Guardiola: L'idea di vedere il tecnico catalano sulla panchina dell'Italia non è più solo una provocazione estiva, ma una suggestione che circola con insistenza nei corridoi della Federazione. Un profilo totale, capace di ridisegnare la filosofia calcistica del Paese, anche se i nodi legati alla fattibilità economica e alla disponibilità immediata rendono la pista complessa quanto affascinante.
Antonio Conte: Rappresenta la prima scelta dei club di Serie A, che avrebbero addirittura aperto a un supporto economico per sostenere un ingaggio importante (si parla di circa 4 milioni di euro all'anno per quattro stagioni). Conte garantirebbe un'immediata scossa emotiva e tattica, oltre a una programmazione a lungo termine inedita per la sua carriera in azzurro. Tuttavia, il suo nome non sarebbe in cima alle preferenze assolute della coppia Maldini-Leonardo.
Roberto Mancini: Il legame personale e di vecchia data con il presidente Malagò gioca a suo favore, ma pesano ancora come macigni i precedenti legati al burrascoso addio dell'estate 2023 per la panchina dell'Arabia Saudita. Il suo talento e la sua imprevedibilità affascinano Maldini, ma il trauma collettivo di quel "tradimento" non è stato del tutto dimenticato.
Un casting aperto: da Allegri e Gasperini al "terzo incomodo"
Accanto ai pesi massimi sopracitati, il toto-allenatori si muove su un perimetro ampissimo che comprende i vari Massimiliano Allegri, Gian Piero Gasperini, Simone Inzaghi e Daniele De Rossi. La sensazione forte, ribadita anche dai dettagli emersi dalla Gazzetta dello Sport, è che il "terzo incomodo" – che si tratti di un colpo a sorpresa come Guardiola o di una soluzione non immediatamente prevedibile – possa davvero ribaltare i pronostici della vigilia.
La Federazione si è presa il giusto tempo per ponderare ogni dettaglio. La fumata bianca non è lontana, e l'annuncio ufficiale definirà il volto dell'Italia che verrà.
