Arezzo, parla Bucchi: "Vietato mollare col SudTirol. Vogliamo sfatare il tabù e goderci questo equilibrio"
La carica di Bucchi alla vigilia del big match
La vittoria di Empoli ha tracciato la rotta, ma ora serve la prova del nove. Mister Cristian Bucchi, nella conferenza stampa di vigilia che precede la sfida casalinga contro il SudTirol, ha mostrato la consueta lucidità e un forte senso di consapevolezza. L'amaranto ha rialzato la testa dopo il pesante scivolone di Verona (5-0), trasformando una giornata storta in un prezioso manuale di sopravvivenza per la Serie B: in questa categoria non esistono cali di tensione e ogni disattenzione si paga a caro prezzo. La classifica corta e l'assenza di pareggi a reti bianche in questo avvio di torneo certificano un campionato vibrante, in cui l'Arezzo vuole recitare un ruolo da protagonista, mantenendo i piedi ben saldi per terra.
Il fattore SudTirol e il duello amarcord con Possanzini
Di fronte ci sarà un SudTirol che l'allenatore amaranto rispetta profondamente. Gli altoatesini arrivano in Toscana da imbattuti, forti di una solida identità collettiva, fisicità e di un'organizzazione encomiabile plasmata da Davide Possanzini. C'è spazio anche per un sorriso e per il ricordo dei vecchi tempi trascorsi insieme a Catania nello spogliatoio rossazzurro, con tanto di ironia sulla vena realizzativa ("Chi era più forte? Io, ho segnato più gol!"). Ma al di là dei vecchi aneddoti, in campo sarà battaglia vera. Bucchi ha chiarito che non è il momento dei calcoli: entrambe le squadre amano giocare a viso aperto e la filosofia delle due compagini promette spettacolo. Sarà una sfida tattica e fisica, dove l'Arezzo dovrà replicare l'intensità vista contro il Palermo, unendo però quella dose di scaltrezza e attenzione in più che fa la differenza nei dettagli.
Infermeria, dubbi di formazione e la spinta del "Comunale"
Capitolo scelte: l'Arezzo dovrà fare a meno di Renzi, fermato da un edema intramuscolare dopo la tacchettata rimediata ad Empoli (il terziero tornerà in campo dopo la sosta insieme a Iaccarino e Tavernelli). Un'assenza pesante, ma compensata dalla crescita generale della condizione atletica del gruppo. Bucchi non nasconde di avere diversi ballottaggi in tutti i reparti e un ventaglio di opzioni tattiche ampio, oscillando tra il collaudato 4-3-3 e il 4-4-2. I dubbi di formazione ce li terrà fino all'ultimo, ricordando che in un calcio moderno e intenso la panchina e i cambi a partita in corso rappresentano un'arma fondamentale.
Infine, c'è un tabù da sfatare: nella storia recente l'Arezzo non ha mai battuto il SudTirol. Mister Bucchi lo sa bene e lancia la volata finale appellandosi anche al dodicesimo uomo in campo. Il pubblico amaranto risponderà presente in massa sugli spalti del Comunale, pronto a spingere la squadra oltre l'ostacolo. È il momento di scrivere un nuovo capitolo, di cementare le certezze e di regalare una gioia immensa a una piazza che non vede l'ora di sognare.
