Da Ponsacco alla Champions, il sogno infinito di patron Manzo: «Arezzo, un amore che guarda in grande»

Sette minuti a cuore aperto nel ritiro in Val Seriana: il presidente si racconta tra stile paterno, aneddoti storici e ambizioni senza confini.
27.07.2026 11:44 di  Antonio Bruno   vedi letture
Fonte: La Redazione di Sport a Km 0
Da Ponsacco alla Champions, il sogno infinito di patron Manzo: «Arezzo, un amore che guarda in grande»

L'Intervista: Sette Minuti di Passione Amaranto

Dal ritiro estivo in Val Seriana, il podcast ufficiale della SS Arezzo "Cavalinho Social Room", curato dall'ufficio comunicazione del club, ha regalato ai tifosi amaranto un momento di rara intensità emotiva. Sette minuti di intervista a cuore aperto con il presidente Guglielmo Manzo, che ha tracciato un bilancio profondo ed emozionante toccando le corde del passato, analizzando il presente e delineando le prospettive future della società. Un percorso umano e sportivo guidato da valori forti, in cui il massimo dirigente amaranto non ha nascosto la propria visione e il viscerale attaccamento a colori che ormai rappresentano una seconda pelle.

Il Ruolo Paterno e la Gestione dello Spogliatoio

Nel raccontare il suo rapporto quotidiano con la squadra, il presidente Manzo ha messo in luce una dimensione profondamente umana e protettiva, quasi familiare. Un legame simbiotico che si riflette nella cura e nell'attenzione verso i propri atleti, considerati alla stregua di figli o addirittura nipoti. Il presidente ha rievocato, a tal proposito, il momento di confronto avuto con il gruppo dopo lo 0-0 di San Benedetto dello scorso aprile: avendoli visti scossi e impauriti, volle parlar loro per un'ora e mezza. Non si trattò di un rimprovero, ma di un'iniezione di responsabilità e consapevolezza. In quell'occasione ribadì che i bonus erano ormai esauriti e che non potevano permettersi di passare alla storia come la squadra capace di farsi recuperare dodici punti e perdere il campionato. Una scossa che, come i fatti successivi hanno ampiamente dimostrato, ha sortito l'effetto sperato.

Valori, Esempi e Leadership nel Gruppo

All'interno di una squadra vincente, i comportamenti dei singoli fanno la differenza. Il presidente ha voluto sottolineare l'importanza di due figure emblematiche dello spogliatoio, caratterizzate da profondo altruismo e genuinità trascinante. Da un lato ha elogiato Trombini, il quale – dopo aver vissuto tre anni da protagonista – ha accettato con grande maturità di fare il secondo a Venturi, senza mai far mancare il proprio sostegno ai compagni né avanzare lamentele, un atteggiamento che gli fa grande onore. Dall'altro ha esaltato Pietro Cianci, definito il classico uomo squadra: un ragazzo genuino, dotato di grande personalità, capace di scherzare con tutti e di confermare sul campo le proprie doti morali.

I Ricordi Indelebili e gli Aneddoti da Batticuore

Ripercorrere la storia recente dell'Arezzo significa scavare in un cassetto dei ricordi colmo di emozioni forti, legate a doppio filo alla rinascita del club. Se deve scegliere un'immagine simbolo, il presidente non ha dubbi: l'1-0 conquistato a Ponsacco in Serie D, autentica scintilla da cui è partito tutto il percorso di rilancio. Non mancano poi i sorrisi legati alla memoria popolare, come l'episodio del 16 aprile 2023, giorno della festa promozione in Serie C contro la Pianese, quando a fine partita un tifoso si presentò sugli spalti con una sirena d'epoca a manovella, che lo stesso presidente suonò insieme a lui immortalando l'istante in un video divenuto cult.

Ambizione, Futuro e il Legame Indissolubile con la Città

Guardando all'orizzonte, l'orologio dell'ambizione non si ferma mai. Manzo traccia una rotta ambiziosa ma lucida, ammettendo di vedersi, un giorno, addirittura in Champions League, perché non bisogna mai rilassarsi: la Serie B è un palcoscenico eccezionale e richiede piedi ben saldi a terra, ma l'obbligo di pensare in grande resta il motore di ogni sfida. Interrogato sul proprio lascito, il presidente confessa di non aver mai pensato a un "dopo Guglielmo Manzo", augurandosi però che di lui resti l'immenso attaccamento alla maglia e che la sua dedizione possa fungere da esempio per chi verrà. Una visione condivisa appieno con la piazza: il traguardo dei 4mila abbonati rappresenta un tabù sfatato e un traguardo pazzesco, la dimostrazione plastica che la città non cammina dietro alla squadra, ma rema fianco a fianco in un'unica direzione.