Terremoto Azzurro: Pirlo è fuori dalla Nazionale per il caso Russia, Maldini pronto a lasciare
Il Caso Pirlo scuote la Nazionale: sfuma la panchina per il legame con la Russia, Maldini medita l'addio e incontra Malagò
Come riportato in esclusiva da La Gazzetta dello Sport, si è consumato un vero e proprio terremoto ai vertici del calcio italiano. La nomina di Andrea Pirlo come nuovo commissario tecnico della Nazionale è ufficialmente saltata a causa del cosiddetto "caso Russia", legato al contratto di sponsorizzazione dell'allenatore con il colosso del betting Fonbet. Una decisione forte della Federazione che ora rischia di provocare un effetto domino devastante: il direttore tecnico Paolo Maldini, grande sponsor di Pirlo, è pronto a lasciare il suo incarico e incontrerà oggi il presidente federale Giovanni Malagò per un chiarimento decisivo.
La svolta e l'analisi dei contratti: la Russia toglie l'azzurro a Pirlo
La bufera è esplosa nel fine settimana, ponendo interrogativi insormontabili sull'opportunità di affidare la rappresentanza dell'Italia a un global ambassador legato a una società russa. Dal febbraio 2022, con lo scoppio del conflitto in Ucraina, i rapporti diplomatici e istituzionali sono profondamente compromessi, rendendo la scelta di Pirlo politicamente insostenibile.
Nel corso del weekend, l'avvocato Giancarlo Viglione, legale della FIGC, ha passato al setaccio la documentazione per fare chiarezza. Contrariamente a quanto ipotizzato in un primo momento — ovvero che l'ingaggio con lo United Fc di Dubai e il contratto di sponsorizzazione fossero un tutt'uno —, l'analisi delle carte ha confermato che si tratta di accordi del tutto autonomi. Un contratto stipulato a titolo personale con il colosso russo delle scommesse che ha fatto scattare l'allarme definitivo negli uffici federali, spingendo Malagò a chiudere la porta alla nomina.
Lo strappo di Maldini: "Senza Andrea me ne vado"
Se il nodo tecnico-politico della panchina sembra ormai sciolto, la Federazione deve ora fronteggiare una crisi interna altrettanto complessa. Paolo Maldini, che aveva fortemente caldeggiato l'arrivo di Pirlo preferendolo ad altri profili, non ha gradito la marcia indietro e sente minata l'autonomia decisionale che gli era stata garantita al momento del suo insediamento.
Per l'ex capitano rossonero, la Nazionale rappresenta un progetto tecnico ben preciso, basato sulla totale fiducia reciproca. Di fronte al veto imposto dalla presidenza per motivi di opportunità istituzionale, Maldini ha fatto intendere chiaramente che, in caso di esclusione di Pirlo, il suo percorso alla direzione tecnica potrebbe interrompersi immediatamente.
L'incontro decisivo con Malagò
Nelle prossime ore è previsto un vertice cruciale tra Giovanni Malagò, Paolo Maldini e l'advisor Leonardo. Il presidente federale cercherà di far valere le sue doti di mediazione per spiegare che la Nazionale risponde a responsabilità che vanno ben oltre le logiche di un club calcistico, ribadendo al contempo la stima incondizionata per la visione a lungo termine e la rivoluzione dei settori giovanili ideata dal duo dirigenziale.
Se Maldini dovesse decidere di tenere il punto, lo strappo sarà insanabile e la FIGC dovrà accettare le dimissioni del suo direttore tecnico, aprendo una nuova e imprevista ricerca per il futuro del pallone italiano.
