Due signori per la rinascita: Mancini in panchina e Ranieri DT, la scelta dell'esperienza

Giovanni Malagò affida il nuovo corso azzurro a due veri gentiluomini e uomini di campo di altissimo spessore morale.
29.07.2026 10:25 di  Antonio Bruno   vedi letture
Fonte: La Redazione di Sport a Km 0
Due signori per la rinascita: Mancini in panchina e Ranieri DT, la scelta dell'esperienza

L'Aut Autor del Calcio Vero

Due Signori in Panchina: Mancini e Ranieri, Uomini di Calcio che Sanno Guidare il Futuro

Nelle ore convulse che hanno scosso i vertici federali, tra riunioni fiume e il dibattito politico che ha coinvolto il Senato e le istituzioni, la decisione del presidente federale Giovanni Malagò ha impresso una sterzata vigorosa. Archiviare le ipotesi di piani decennali e la precedente parentesi milanese per affidarsi a due figure iconiche come Roberto Mancini e Claudio Ranieri significa puntare dritti sulla competenza, sulla classe e sulla profonda conoscenza della materia calcistica.

Siamo di fronte a due signori del calcio, due uomini che non hanno bisogno di presentazioni e che incarnano i valori più alti dello sport. Roberto Mancini ritorna in azzurro con il bagaglio di un trionfo europeo storico e di quel record leggendario di trentasette risultati utili consecutivi, portando con sé la consapevolezza degli errori passati — inclusa la dolorosa parentesi della fuga e lo spareggio amaro per i Mondiali 2022. La sua ammissione e il desiderio di riscatto costituiscono le premesse ideali per riannodare il filone dei successi.

“Mancini e Ranieri sono due colonne portanti del nostro sport: saggezza, stile ed esperienza internazionale al servizio esclusivo della maglia azzurra.”

Accanto a lui, la figura di Claudio Ranieri nel ruolo di Direttore Tecnico e Presidente del Club Italia rappresenta il perfetto contrappeso di maturità, aplomb britannico e acume tattico. Ranieri, veterano saggio e rispettato da ogni spogliatoio d'Europa, garantisce quella serenità istituzionale e quella supervisione strategica indispensabile per schermare la squadra dalle polemiche esterne e dalle frizioni con le leghe professionistiche.

Le tensioni emerse in seno al consiglio federale e le perplessità espresse dai rappresentanti dei club riflettono le difficoltà di un sistema che fatica a trovare un'unanimità immediata. Ciononostante, la forza di questa coppia dirigenziale e tecnica supera ogni steccato politico. A completare il quadro arriverà nei prossimi giorni il terzo uomo, erede morale dello spirito di Gigi Riva nel ruolo di coordinatore delle giovanili e team manager. Con uomini di questo spessore morale e professionale al timone, il calcio italiano ritrova finalmente la bussola e la dignità che merita.