L'urlo amaranto nel finale: l'ACF Arezzo è un cuore che non smette mai di battere

Sotto di un gol e con un rigore fallito, le ragazze di Benedetti credono nell'impresa fino al 95' e agguantano il Venezia.
04.04.2026 23:06 di  Antonio Bruno   vedi letture
Fonte: La Redazione di Sport a Km 0
L'urlo amaranto nel finale: l'ACF Arezzo è un cuore che non smette mai di battere

Cuore Amaranto: l'ACF Arezzo non molla mai e acciuffa il pari al tramonto del match

Il calcio è una questione di centimetri, di istanti e, soprattutto, di testa. Lo sa bene l'ACF Arezzo, che sul difficile campo del Venezia ha dato una prova di forza mentale prima ancora che tecnica. In una partita che sembrava stregata, le ragazze di Andrea Benedetti hanno dimostrato di essere un gruppo che non conosce la parola "arrendersi", lottando contro la sfortuna e il cronometro fino a trovare un pareggio che vale quanto una vittoria per il morale.

Il Tabellino

VENEZIA (1): Beka, Duarte Crespo, Doneda (79’ Orlandi), Ballo, Zuanti (64’ Mazis), Gismann, Willis, Mounecif, Saggion (56’ Girotto), Morini, Cortesi. A disposizione: Pucova, Liva Pusiol, Nurzia, Novelli, Muffato Miani. Allenatore: Luis Oliveira.

ACF AREZZO (1): Verano, Ghio (76’ Fortunati), Tuteri, Vlassopoulou (63’ Corazzi), D’Elia (83’ Bossi), Tamburini, Lazzari (63’ Fracas), Termentini (63’ Mariani), Nasoni E., Blasoni, Razzolini. A disposizione: Di Nallo, Davico, Beduschi. Allenatore: Andrea Benedetti.

Arbitro: Sig. Alessandro Copelli (Mantova).

Marcatrici: 38’ Willis (V), 90’+5 Fortunati (A).

Note: Ammonita Blasoni (A). Al 5’ Razzolini (A) colpisce il palo su calcio di rigore.

Il palo e la salita

La gara inizia subito in salita, ma per paradosso proprio dopo una grande occasione. Un filtrante millimetrico di Vlassopoulou mette Lazzari davanti alla porta: l'impatto con l'estremo difensore di casa, Beka, è inevitabile. Il fischio del direttore di gara è immediato: calcio di rigore. Dagli undici metri si presenta la capitana Razzolini, ma la conclusione sbatte contro il palo, strozzando l'urlo di gioia delle ospiti.

L'Arezzo accusa il colpo ma non smette di giocare, cercando con insistenza la manovra. Tuttavia, il Venezia di Luis Oliveira è cinico e, alla prima vera occasione su palla inattiva, punisce: è Willis a svettare in area e a battere Verano di testa, portando in vantaggio le lagunari poco prima della fine della prima frazione.

Una squadra che non molla mai

Nella ripresa, chi si aspettava un Arezzo demoralizzato è rimasto deluso. Le amaranto sono rientrate in campo con gli occhi della tigre, stringendo il Venezia nella propria metà campo. Benedetti rimescola le carte inserendo forze fresche: Mariani, Fracas, Corazzi e Fortunati entrano con l'impatto giusto, dando linfa a un assalto che si fa via via più asfissiante.

Le occasioni si susseguono: Tamburini non impatta bene il pallone, D'Elia semina il panico saltando avversarie come birilli ma trova Beka pronta, mentre Blasoni sfiora il palo sugli sviluppi di un corner battuto da Mariani. Nonostante il cronometro scorra inesorabile e le parate di Beka (strepitosa su un tuffo nel recupero) sembrino chiudere ogni porta, l'Arezzo continua a crederci. Non c'è frustrazione, solo la ferrea volontà di non uscire sconfitte.

Il premio alla perseveranza

Il premio per tanta tenacia arriva proprio nell'ultimo respiro del match. In pieno recupero, Mariani calibra una punizione tesa nel cuore dell'area piccola. Beka, fin lì impeccabile, accenna l'uscita ma non trova il pallone; nell'ombra spunta Fortunati, che con un riflesso felino deposita in rete il pallone dell'1-1.

È il gol che premia una squadra che non ha mai mollato, capace di gettare il cuore oltre l'ostacolo anche quando tutto sembrava perduto. Un punto d'oro che conferma l'anima combattiva dell'ACF Arezzo, una compagine che vende sempre cara la pelle, dal primo al novantacinquesimo minuto.