Arezzo-Ascoli 1-2: Due pesi, due misure e un rigore che fa discutere.

Il signor Poli ignora i falli su Pattarello ma punisce l'Arezzo nel recupero: Bucchi paga i cambi nel finale.
31.03.2026 13:55 di  Antonio Bruno   vedi letture
Fonte: Antonio Bruno sportakm0.com
Arezzo-Ascoli 1-2: Due pesi, due misure e un rigore che fa discutere.

L’Ascoli passa al Comunale: Corazza e il FVS gelano l’Arezzo nel finale

In un match carico di tensione e agonismo, l’Ascoli strappa tre punti d’oro al "Città di Arezzo", superando i padroni di casa per 2-1. Una gara che lascerà dietro di sé una lunga scia di polemiche, non solo per l’epilogo deciso dalla tecnologia, ma per una gestione dei cartellini che ha penalizzato pesantemente la formazione amaranto.

FVS protagonista: il rigore della discordia

Il momento spartiacque arriva in pieno recupero. Su un contatto in area amaranto tra Gilli e Corazza, il tecnico bianconero Tomei gioca il jolly e richiede la revisione dell’azione tramite FVS (Football Video Support). Dopo un’attenta analisi al monitor, il signor Poli di Verona assegna il penalty: dagli undici metri, lo stesso Corazza non sbaglia, regalando un successo che profuma di alta classifica. L’Ascoli si è dimostrato forse più cinico e convinto, ma il risultato finale resta inevitabilmente legato agli episodi.

Arbitraggio sotto lente: il caso Pattarello

Il "big match" è stato però condizionato da una direzione di gara apparsa a tratti a "due velocità". L’Arezzo recrimina per l’eccessiva permissività del direttore di gara verso il gioco duro degli ascolani. Gli episodi più emblematici riguardano Pattarello:

Nel primo tempo, un’entrata a piedi uniti mentre il numero 10 amaranto cercava il cross.

Pochi minuti dopo, una gomitata al volto subita dallo stesso Pattarello in fase di ripiegamento difensivo.

In entrambi i casi, Poli ha lasciato correre, negando sanzioni che avrebbero potuto cambiare l’inerzia psicologica e numerica del match.

Le scelte di Bucchi: il rebus dei cambi e il muro a cinque

Mister Bucchi ha sorpreso tutti con un approccio prudente, segno di un grande rispetto (forse eccessivo) per la corazzata marchigiana. L’Arezzo si è schierato con un solido 5-3-1-1:

Tavernelli adattato terzino sinistro (autore di una prova generosa).

Righetti arretrato nel trio centrale con Gilli e Chiosa.

Mawuli nel ruolo di "equilibratore", capace di sdoppiarsi tra la diga di centrocampo e il supporto alla trequarti.

Finché Mawuli è rimasto in campo, l’Arezzo ha retto l’urto. Il crollo è arrivato negli ultimi venti minuti con i cambi: l’inserimento di Ionita per l’esausto Mawuli e di Cortesi per Chierico ha tolto fisicità e filtro in mezzo al campo. Proprio nel momento del massimo sforzo bianconero, l’Arezzo ha perso le distanze tra i reparti, aprendo il fianco alla pressione dell’Ascoli che ha poi portato all’episodio del rigore.

Conclusioni

L’Arezzo esce dal campo con l'amaro in bocca e la sensazione di aver pagato carissimo l'unico errore difensivo di una gara giocata col cuore. L'Ascoli, dal canto suo, si gode il cinismo dei grandi, ma il dibattito sulla gestione arbitrale e sull'uso del FVS resterà acceso per tutta la settimana.