Due pesi, due misure: l'Arezzo mastica amaro contro il cinismo bianconero.
L'Ascoli passa al 100': il FVS premia i bianconeri, ma il primato dell'Arezzo resiste
In un "Città di Arezzo" ribollente di passione, davanti a 8.000 spettatori (curva ospiti sold-out con 600 ascolani), va in scena un big match che lascerà ferite aperte e polemiche infuocate. Finisce 1-2 per l'Ascoli, che centra la settima vittoria consecutiva e si porta a soli due punti dalla capolista amaranto a quattro giornate dalla fine. Una partita decisa non solo dai piedi dei calciatori, ma dalla tecnologia e da una gestione arbitrale che ha fatto infuriare il pubblico di casa.
L TABELLINO
AREZZO (5-3-1-1): 22 Venturi; 6 Renzi (37′ st 4 Coppolaro), 13 Gilli, 19 Chiosa, 37 Righetti; 8 Mawuli (25′ st 17 Ionita), 78 Iaccarino, 24 Chierico (37′ st 72 Cortesi); 10 Pattarello (16′ st 11 Varela), 71 Cianci (16′ st 91 Ravasio), 21 Tavernelli.A disposizione: 1 Trombini, 12 Galli, 5 Casarosa, 7 Guccione, 15 Gigli, 23 Viviani, 26 De Col, 30 Arena, 77 Di Chiara. Allenatore: Cristian Bucchi.
ASCOLI (4-2-3-1): 1 Vitale; 23 Alagna, 30 Curado, 33 Rizzo, 17 Guiebre; 80 Corradini (31′ st 62 Milanese), 4 Damiani; 7 Silipo (25′ st 14 Galuppini), 25 Rizzo Pinna (25' st 9 Chakir), 15 D’Uffizi (37′ st 11 Oviszach); 35 Gori (37′ st 18 Corazza).A disposizione: 41 Brzan, 46 Barosi, 2 Pagliai, 6 Ndoj, 10 Del Sole, 19 Menna, 24 Bando, 29 Palazzino, 60 Zagari. Allenatore: Francesco Tomei.
ARBITRO: Alberto Poli di Verona.
RETI: pt 34′ Rizzo Pinna, 37′ Renzi; st 51′ rig. Corazza.
NOTE: Spettatori 8.000 circa. Espulsi al 26′ pt il ds Cutolo e il vice allenatore Giampieretti (panchina). Ammoniti: D’Uffizi, Bucchi, Righetti (salta la Samb), Curado. Angoli: 2-3. Recupero: 3’ pt, 5’ st.
La Cronaca: Intensità e Colpi di Scena
Sotto una pioggia battente, l'avvio è tattico. L'Arezzo di Bucchi si schiera con un 4-3-3 molto dinamico, dove Tavernelli spinge a sinistra e Mawuli agisce da diga invalicabile. Al 13' il primo episodio: Gilli resta a terra per una sbracciata di Corradini. Bucchi chiede il FVS, ma il signor Poli di Verona resta fermo sulla sua decisione: niente rigore.
La tensione sale e al 26' la panchina amaranto esplode per un fallo non fischiato su Renzi: il DS Cutolo e il vice Giampieretti vengono espulsi. Al 34' la doccia fredda: errore di Iaccarino in costruzione, il pressing di Gori libera Rizzo Pinna che fulmina Venturi all'incrocio. Ma l'Arezzo c'è: al 37', su assist di Pattarello e sponda di Cianci, Renzi trova il diagonale vincente per l'1-1.
Il Finale: Il Miracolo Mancato e la Beffa
Nella ripresa, l'equilibrio regge fino ai cambi. L'uscita di Mawuli (esausto dopo una prova monumentale) toglie filtro al centrocampo amaranto. Al 48' l'episodio che poteva cambiare la storia: Varela si lancia a rete su assist di Cortesi, ma Vitale compie un miracolo nell'uno contro uno.
Sul ribaltamento di fronte, il caos: cross di Guiebre, mischia in area tra Gilli e Corazza. Tomei chiama il FVS e stavolta Poli cambia idea: è rigore. Al 51' Corazza non trema, colpisce la traversa interna e insacca il gol del sorpasso. Una punizione severissima per un Arezzo che ha lottato con le unghie, subendo però la fisicità di un Ascoli che ha spesso oltrepassato il limite (emblematici i falli non sanzionati su Pattarello).
Analisi Tattica: Perché l'Arezzo ha sofferto nel finale?
Il passaggio dal 4-3-3 al assetto più difensivo negli ultimi minuti, complici gli innesti di Ionita e Cortesi, ha tolto quel dinamismo che Mawuli garantiva. L'uscita di scena di Pattarello ha inoltre alleggerito la pressione sulla difesa ascolana, permettendo ai terzini di Tomei di spingere senza timore. Nonostante la sconfitta, l'Arezzo resta padrone del proprio destino: quattro battaglie separano gli amaranto dal sogno, con due punti di vantaggio da difendere con i denti.
