Antella-Sansovino 0-1: il lampo di Pasquinuzzi decide il destino del Girone B.
L’Antella cade al tramonto: il cinismo della Sansovino e il dramma sportivo del "Le Fonti"
Il calcio, si sa, è una questione di centimetri e di attimi. La sfida tra Antella e Sansovino, atto finale di un campionato vissuto pericolosamente da entrambe, si è risolta nel segno del pragmatismo arancioblù e della sfortuna cronica dei padroni di casa. Se per la Sansovino la vittoria certifica una condizione fisica e mentale in netta ascesa in vista degli spareggi, per l'Antella il fischio finale ha il sapore amaro di un’occasione svanita proprio sulla linea del traguardo.
Tabellino Tecnico
ANTELLA: Carcani, Arnetoli (Paternò), Prati (Rontini), Capanni (Danesi), Papalini, Calamai, Petrioli (Gjana), Sdaigui (Solinas), Lunghi, Keqi, Chiaramonti. All.: Marco Brachi.
SANSOVINO: Timperanza, Mirante, Bega, Artini, Tognetti, Pasquinuzzi, Privitera, Benucci (Rosi), Ricci (Cacioppini), Iacomoni (Zhupa), De Filippo (Sacconi). All.: Luca Tognozzi.
Arbitro: Lorenzo Danesi (Pistoia).
Marcatori: Pasquinuzzi.
Note: Gara caratterizzata da un'alta intensità agonistica, decisa da un episodio su palla inattiva nelle fasi iniziali.
Il Pragmatismo Arancioblù: Partenza Sprint e Controllo
L’approccio alla gara della Sansovino è stato un manifesto di efficacia tattica. La squadra di Luca Tognozzi ha interpretato la fase iniziale con un’aggressione sistematica sugli sviluppi dei calci piazzati, sfruttando blocchi e inserimenti tempi studiati. Il vantaggio immediato è arrivato proprio seguendo questi principi: un corner teso "a uscire" che ha trovato l’irruzione puntuale della retroguardia sul primo palo, scardinando l'organizzazione difensiva di un'Antella ancora poco reattiva.
Per gran parte della prima frazione, la Sansovino ha dominato il palleggio, cercando costantemente la superiorità numerica sulle fasce e le triangolazioni strette al limite dell'area. Il limite degli ospiti è stato solo quello di non aver "ucciso" il match, mancando di precisione nell'ultimo tocco e permettendo all'Antella di restare aggrappata alla partita nonostante una netta sofferenza territoriale.
La Reazione dell’Antella: Cuore, Cross e Calamità
Sotto di un gol, l’undici di Marco Brachi ha dovuto abbandonare ogni prudenza tattica, trasformando la ripresa in un assalto all'arma bianca. I principi di gioco dell'Antella si sono spostati sulla ricerca della verticalità e sulla qualità individuale dei propri interpreti offensivi.
Il gioco si è sviluppato prevalentemente attraverso:
Sovrapposizioni sulle fasce: Per cercare il fondo e cross velenosi verso il cuore dell'area.
La regia offensiva di Keqi: Vero fulcro delle manovre fiorentine, capace di creare superiorità con giocate personali e di pescare i compagni tra le linee.
La fisicità di Chiaramonti: Il bomber antellese è stato il riferimento costante per ogni pallone alto, vincendo duelli aerei ma scontrandosi con una giornata di scarsa vena realizzativa e con i riflessi prodigiosi del portiere ospite.
Il Muro di Timperanza e l'illusione finale
Se l'Antella ha messo in campo tutto il proprio arsenale offensivo, la Sansovino ha risposto con una fase difensiva di sacrificio, affidandosi anche alle parate d'istinto di un Timperanza in stato di grazia. La difesa arancioblù ha sofferto le imbucate centrali, ma è sempre riuscita a deviare o sporcare la traiettoria conclusiva dei padroni di casa.
Il finale è stato un concentrato di pathos. L'Antella ha trovato anche la via del pareggio dopo un'azione insistita davanti alla porta, ma la posizione irregolare rilevata dall'assistente ha gelato l'urlo del pubblico locale. Un verdetto che condanna i biancocelesti alla "forbice" e alla fine dei sogni promozione, mentre spalanca le porte del Paradiso per la tifoseria della Val di Chiana, esplosa in una festa di canti e colori al termine di una battaglia tattica intensa e logorante.
