L'analisi dell'editore Antonio Bruno : l'Arezzo tra il primato e l'ombra dell'Ascoli
Editoriale: Una Pasqua di Passione, tra l’orgoglio amaranto e l’ombra del "Picchio"
di Antonio Bruno Editore di Sport a Km 0 e sportakm0.com
Non è la Pasqua che avevamo sognato fino a qualche settimana fa, ma è la Pasqua che il destino ha deciso di regalarci: una Pasqua di sofferenza, di calcoli e, soprattutto, di passione infinita. Lo 0-0 del "Riviera delle Palme" contro la Sambenedettese ci restituisce un Arezzo che definirei "accademico", quasi prigioniero della propria bellezza tattica ma sprovvisto di quella cattiveria agonistica – la famosa garra – necessaria per chiudere i conti quando il traguardo è a un passo.
L'analisi: Un'identità che sfuma?
La gestione di Cristian Bucchi a San Benedetto ha mostrato due facce. Da un lato, un piano gara preparato con intelligenza, sfruttando una catena di sinistra (con un Di Chiara superlativo fino all'infortunio) capace di produrre cross a ripetizione. Dall'altro, un'incapacità cronica di pungere. Le pagelle parlano chiaro: la difesa regge, Ionita porta centimetri e carisma, ma davanti si è spenta la luce. Quel 4-2-4 finale, un azzardo figlio della necessità, non è bastato a scardinare il muro marchigiano in una partita spezzettata da un FVS che ha tolto certezze ai nostri ragazzi.
Il fiato sul collo: L'Ascoli aggancia la vetta
Mentre noi ci leccavamo le ferite per un punto che sa di poco, da Ascoli arrivavano notizie che nessuno avrebbe voluto sentire. Il gol di Milanese al 96’ ha regalato all’Ascoli l’ottava sinfonia consecutiva. Un successo che brucia, perché sancisce l’aggancio ufficiale in vetta alla classifica. Se il campionato finisse oggi, l’Arezzo sarebbe in Serie B grazie agli scontri diretti a favore, ma il vantaggio psicologico è svanito. E dietro, il Ravenna non molla, restando a -4 e trasformando questa volata finale in una lotta a tre senza esclusione di colpi.
Un appello alla piazza e alla società
Come ha giustamente sottolineato Giorgio Ciofini nelle sue riflessioni a caldo, traspare una delusione che va oltre il risultato. È il momento in cui la società deve farsi sentire. Il Presidente Manzo, con la fermezza che ha già dimostrato in passato, deve essere il primo a ricordare a tutti che l’obiettivo è lì, a portata di mano, ma che non ci verrà regalato da nessuno.
Auguri al Popolo Amaranto
Mai come quest’anno viviamo una Pasqua di passione, nel senso più profondo del termine. L’attaccamento ai colori amaranto sta crescendo proporzionalmente all'ansia di questo finale. La sofferenza è il prezzo che paghiamo per sognare in grande, per un verdetto che sembrava scritto e che ora è tornato terribilmente in bilico.
Ai tifosi, a chi soffre sui gradoni e a chi segue l'Arezzo con il cuore in gola, vanno i miei più sinceri auguri. Che sia una Pasqua di serenità, ma soprattutto di speranza. Perché l'Arezzo ha ancora il destino nelle proprie mani. Restiamo uniti, ritroviamo la nostra anima. La Serie B è lì che ci aspetta, ma dobbiamo volerla più di chiunque altro.
Buona Pasqua a tutti voi, popolo amaranto.
