Cuore Amaranto: l'Arezzo sfiora l'impresa col Palermo, beffato solo nel recupero
Esordio da leoni: l'Arezzo rimonta il Palermo ma il fortino cade al 95'
Il "Città di Arezzo" ha bagnato il suo esordio in campionato con una notte di calcio d'altri tempi, fatta di passione viscerale, agonismo sfrenato e colpi di scena degni di un thriller. Di fronte c'era il Palermo di Filippo Inzaghi, una delle corazzate più attrezzate e temute dell'intera Serie B, ma a sorprendere tutti è stata la personalità straripante messa in campo dagli uomini di Cristian Bucchi. Un Arezzo che non ha mai subito l'avversario, giocando a viso aperto, imponendo il proprio ritmo a centrocampo e dimostrando che la categoria non fa paura a nessuno.
Un primo tempo di carattere e rimpianti
La sfida si accende fin dalle prime battute. L'Arezzo prende in mano il pallino del gioco, coprendo bene gli spazi e sfruttando la superiorità numerica in mezzo al campo con il terzetto Sala-Iaccarino-Ionita. Gli amaranto costruiscono occasioni importanti, come la botta centrale di Tavernelli parata da Perin e il gran cross di Righetti non sfruttato per un soffio da Ionita. C'è spazio anche per le proteste del Comunale per un contatto dubbio in area tra Renzi e Segre, su cui il direttore di gara sorvola. Ma nel calcio, si sa, la spietatezza fa la differenza: al 21', alla prima vera sortita offensiva, il Palermo sblocca il match con Johnsen, lesto a ribadire in rete un assist fortunoso di Hernani. Nonostante il colpo a freddo, l'Arezzo non si scompone, continua a premere e sfiora più volte il pari, salvandosi solo nel finale grazie a un prodigioso intervento di Nunziante su una sassata di Strefezza deviata sulla traversa.
La tempesta e la reazione furiosa
La ripresa si apre con i medesimi argomenti, ma al 10' arriva la doccia gelata: una conclusione devastante da fuori area di Filippo Ranocchia disegna una traiettoria imparabile che si insacca all'incrocio dei pali per il 2-0 rosanero. Per chiunque altro sarebbe stata la pietra tombale. Non per questo Arezzo, che indossa gli elmi e scatena una reazione d'orgoglio straordinaria.
Passano appena cinque minuti e il "Città di Arezzo" esplode: cross millimetrico dalla sinistra del solito ispiratissimo Tavernelli e colpo di testa vincente di Cianci, che riapre totalmente i giochi. Il Palermo barcolla, soffre la pressione asfissiante degli amaranto e perde certezze. Bucchi azzecca i cambi, inserendo energia fresca con Pattarello, Mawuli, Cerri e Varela. Al 29' il meritatissimo pareggio: ripartenza fulminea, Cianci allarga per Tavernelli il cui tiro, deviato in modo determinante da Gyasi, beffa Perin per il clamoroso 2-2. Lo stadio è una bolgia, la curva Lauro Minghelli canta a squarciagola e l'inerzia della gara sembra tutta a tinte amaranto.
La beffa finale e gli applausi scroscianti
Il finale è al cardiopalma. Renzi compie un intervento mostruoso sulla linea salvando un gol fatto su Gabrielloni al 45'. Ma quando il sogno del pareggio sembrava ormai al sicuro, nel quarto minuto di recupero, il terzino rosanero Tommaso Augello – proprio nel giorno del suo compleanno – si inventa un sinistro dalla distanza che fulmina Nunziante, regalando i tre punti ai siciliani (2-3).
Finisce con la prima sconfitta in campionato per l'Arezzo, ma il risultato bugiardo non cancella una prestazione monumentale. Il fortino del "Città di Arezzo" ha risposto presente, e gli applausi scroscianti della curva a fine partita sono il manifesto di un'annata che promette grandi emozioni. Questo Arezzo ha carattere da vendere.
