Drim Team in campo: la lezione di inclusione dell’Olmoponte Santa Firmina.
Oltre ogni barriera: Il "Goal" più bello è l'inclusione al PalaEstra
AREZZO – Non è stato il rumore dei tacchetti sul parquet, né il fischio d'inizio a decretare il successo del pomeriggio odierno. A vincere, tra le mura del PalaEstra, è stata la gioia pura di un pallone che rotola senza distinzioni. L’iniziativa "In the Box", il torneo di calcio giovanile inclusivo, ha trasformato una giornata di sport in una lezione di vita a cielo aperto (anzi, al coperto).
Il Sogno di Gianluca Livi e del "Drim Team"
Il motore di questa giornata porta il nome di Gianluca Livi, istruttore ed educatore dell'Olmoponte Santa Firmina, che ha voluto fortemente questo evento per i suoi ragazzi "speciali". Sono i componenti del Drim Team, giovani atleti autistici inseriti in un percorso di crescita e integrazione che la società aretina porta avanti con orgoglio e sensibilità.
Oggi, per loro, non c’erano panchine o spettatori passivi: c’era il campo. C’era la possibilità di rincorrere un sogno sferico insieme ai coetanei, abbattendo quel muro invisibile che troppo spesso separa la disabilità dalla quotidianità sportiva.
Un Campo Senza Confini
Il torneo ha visto una partecipazione corale che testimonia la sensibilità del territorio. Insieme all’Olmoponte Santa Firmina, sono scesi in campo i piccoli atleti del Capolona Quarata, dell'Arezzo Football Academy e le ragazze dell'ACF Arezzo.
Dalle categorie dei più piccoli (6-8 anni) fino agli esordienti (10-12 anni), il PalaEstra è stato inondato da un mix travolgente di:
Grida di gioia per un gol segnato o parato;
Abbracci spontanei tra compagni e avversari;
Divertimento puro, lontano dall'esasperazione agonistica.
Un Futuro da Scrivere Insieme
Vedere i ragazzi del Drim Team giocare, correre e vivere un'esperienza così densa di significato è la prova che il progetto di inserimento della società aretina non è solo "teoria", ma vita vissuta. L’iniziativa "In the Box" non è destinata a rimanere un caso isolato: il successo di oggi pone le basi per un seguito ancora più importante, con l'obiettivo di rendere il calcio un linguaggio universale, accessibile a tutti.
"Vederli correre dietro a quel pallone, liberi da ogni etichetta, è il successo più grande che un educatore possa desiderare," traspare tra i sorrisi a fine giornata.
Arezzo oggi ha segnato un punto fondamentale. Perché quando si abbattono le barriere, in campo vincono davvero tutti.
