Arezzo, stop ai rimpianti: il pari col Grifo deve essere l'ultimo campanello d'allarme.

Tavernelli riaccende la luce, ma la sterilità offensiva preoccupa. Con l'Ascoli a -2, la trasferta di Bra diventa l'esame di maturità per il gruppo amaranto.
17.03.2026 12:26 di  Antonio Bruno   vedi letture
Fonte: La Redazione di Sport a Km 0
Arezzo, stop ai rimpianti: il pari col Grifo deve essere l'ultimo campanello d'allarme.

L’Arezzo non sa più vincere in casa: col Perugia è solo 1-1. L’Ascoli ora fa paura

C’è un paradosso che agita le notti del "Comunale": l’Arezzo gioca, costruisce, a tratti domina, ma ha smesso di vincere davanti al proprio pubblico. Il pareggio per 1-1 contro il Perugia non è un episodio isolato, ma l’ultimo tassello di un trittico interno che ha frenato bruscamente la corsa della squadra di Cristian Bucchi.

Se guardiamo il rullino di marcia recente tra le mura amiche, i numeri iniziano a farsi preoccupanti. Prima il pareggio con il Ravenna, una gara dove la vittoria sembrava alla portata; poi il blackout nel derby contro la Ternana, dove i punti sono volati via verso l’Umbria; infine, il pari di sabato scorso contro il Grifo di Tedesco. Due punti in tre partite casalinghe: un bottino troppo magro per chi ambisce ai piani alti e, soprattutto, per chi deve difendere il piazzamento dall'assalto delle inseguitrici.

Il copione contro il Perugia è stato lo specchio di questo periodo: una partenza feroce, occasioni clamorose sprecate (il "rigore in movimento" di Mawuli grida ancora vendetta) e la solita, letale disattenzione difensiva che ha permesso a Montevago di colpire al primo affondo. Nonostante la reazione rabbiosa e la perla di Tavernelli, l’Arezzo ha confermato di avere le polveri bagnate negli ultimi sedici metri.

Per costruire ci vuole tanto, ma a distruggere basta poco. E oggi, a distruggere la serenità dell’ambiente, c’è una classifica che si è accorciata pericolosamente. L’Ascoli, corsaro a Gubbio, si è portato a -2 dagli amaranto. Quello che fino a tre settimane fa sembrava un margine di sicurezza, oggi è un soffio sul collo che mette pressione a ogni scelta tattica, a ogni pallone giocato.

Mister Bucchi si trova davanti a un bivio: continuare a fidarsi ciecamente della manovra avvolgente ma poco concreta, o cambiare marcia, inserendo forse prima quella qualità (Varela, Cortesi) che spesso resta troppo a lungo in panchina. La gestione della staffetta Guccione-Iaccarino e il tardivo impiego del portoghese contro il Perugia sono segnali di una cautela che, in questo momento, l'Arezzo non può più permettersi.

Venerdì a Bra non sarà una semplice trasferta. Sarà l'esame di maturità. Perché se in casa il "Comunale" è diventato terra di conquista o di rimpianti, lontano da Arezzo servirà quella cattiveria agonistica che Giorgio Ciofini ha invocato nel post-partita. Senza alibi arbitrali, senza scuse: serve tornare a correre, prima che l’ombra del Picchio diventi troppo ingombrante.