Notte magica al Molinari: Iaccarino dipinge il capolavoro, l'Arezzo vola a Campobasso.
L'Arezzo di notte è una bellezza: Iaccarino dipinge il successo a Campobasso
Una prodezza del giovane play di scuola Napoli decide la sfida del "Molinari". Gli amaranto dominano per lunghi tratti, vedono un gol annullato dal VAR e scacciano i fantasmi: la corsa verso la vetta continua.
CAMPOBASSO – Doveva essere la notte più insidiosa, si è trasformata nella notte della consapevolezza. L’Arezzo torna a ruggire lontano dal "Comunale" e lo fa con una prestazione di forza, carattere e qualità, superando il Campobasso per 1-0 grazie a un lampo di genio di Iaccarino. Una vittoria vitale che permette al Cavallino di rispondere colpo su colpo all'Ascoli e di blindare il vantaggio sul Ravenna.
IL TABELLINO
Axum Molinari Stadium,
CAMPOBASSO (3-5-2): 1 Tantalocchi; 31 Salines, 79 Lancini (11′ st 4 Celesia), 2 Papini; 18 Pierno (23′ st 27 Cristallo), 34 Agazzi (23′ st 6 Brunet), 5 Gargiulo, 10 Gala (36′ st 9 Magnaghi), 20 Martina; 7 Padula, 14 Bifulco. A disposizione: 12 Rizzo, 42 Forte, 3 Olivieri, 8 Cerretelli, 11 Sarr, 17 Lombari, 36 Serra, 75 Parisi. Allenatore: Luciano Zauri.
AREZZO (4-3-3): 22 Venturi; 4 Coppolaro, 13 Gilli, 19 Chiosa (24′ st 6 Renzi), 37 Righetti; 8 Mawuli, 78 Iaccarino (34′ st 23 Viviani), 24 Chierico; 10 Pattarello (24′ st 30 Arena), 71 Cianci (34′ st 91 Ravasio), 21 Tavernelli (38′ st 15 Gigli). A disposizione: 1 Trombini, 12 Galli, 5 Casarosa, 11 Varela, 72 Cortesi, 77 Di Chiara. Allenatore: Cristian Bucchi.
ARBITRO: Domenico Mirabella di Napoli.
NOTE: Spettatori presenti 3.699. Ammoniti: Bifulco (C); Chierico, Pierno, Mawuli (A). Angoli: 1-3. Recupero: 3′ e 6′.
RETI: st 31′ Iaccarino.
Un avvio travolgente
L’approccio della squadra di Bucchi è feroce. Passano solo dieci secondi e Pattarello, servito da Cianci, scalda subito i guanti di Tantalocchi. Al 3’ è già tempo di miracoli: Chierico calcia, la palla carambola verso Mawuli che a botta sicura sembra destinato al gol, ma il portiere molisano compie un intervento prodigioso.
L’Arezzo gioca bene, manovra negli spazi e sfiora il vantaggio prima con Tavernelli (9’), il cui diagonale sibila a fil di palo, e poi con Cianci, che di testa manca il bersaglio su invito dello stesso Tavernelli.
Il giallo del VAR e i brividi nel finale di tempo
Al minuto 21 l’episodio che scuote il match: punizione di Iaccarino, torre di Mawuli e testata vincente di Pattarello. L’esultanza amaranto viene però strozzata dal fischio di Mirabella: Bucchi si gioca la carta del FVS (il VAR di categoria), ma dopo la revisione al monitor l'arbitro conferma il fallo del ghanese su Papini.
Il Campobasso non sta a guardare e al 30’ mette i brividi alla difesa toscana: Agazzi lancia Bifulco che brucia Righetti, ma Venturi è provvidenziale in uscita bassa. Prima del riposo, l'Arezzo spreca ancora con un "liscio" insolito di Cianci e un'occasione d'oro fallita da Mawuli.
La perla di Iaccarino: un gol da categoria superiore
Nella ripresa Bucchi rimescola le carte: fuori Chiosa (problema muscolare) e Pattarello, dentro Renzi e Arena. La gara resta bloccata fino alla mezz'ora, quando il "Molinari" diventa il palcoscenico per la magia della serata.
Al 31', Iaccarino riceve palla da Chierico sulla trequarti. Il play di proprietà del Napoli danza sul pallone: dribbla secco Gargiulo, punta Salines saltandolo come un birillo e fa partire un sinistro in diagonale chirurgico che si insacca nell'angolino basso. È l'1-0, il suo primo gol in amaranto, una rete che profuma di talento puro.
Cuore e difesa: l'Arezzo vola
Il finale è pura gestione e sofferenza controllata. Bucchi si copre inserendo Gigli per Tavernelli, passando alla difesa a tre per proteggere il fortino. Nonostante i 6 minuti di recupero, l'Arezzo non rischia nulla, mostrando una solidità difensiva ritrovata.
Finisce con i giocatori sotto il settore ospiti a festeggiare un successo pesantissimo. L'Arezzo scaccia le paure, rimane a +9 sul Ravenna e tiene l'Ascoli (vittorioso 2-0) a distanza di sicurezza (-4). In questa notte molisana, il Cavallino ha dimostrato di saper essere non solo bello, ma maledettamente concreto.
