Arezzo-Ravenna, l'appuntamento con la Storia: il "Città di Arezzo" si veste a festa.
L’ORA DELLA VERITÀ: AL “CITTÀ DI AREZZO” È FEBBRE AMARANTO PER IL BIG MATCH CONTRO IL RAVENNA
Domenica alle 17:30 lo scontro al vertice che può decidere una stagione. Sette punti separano la capolista di Bucchi dai romagnoli di Mandorlini: stadio verso il "tutto esaurito" per la Giornata Amaranto.
AREZZO – Se non è un appuntamento con la storia, poco ci manca. Domenica 1 marzo, il prato del “Città di Arezzo” non sarà solo un campo di calcio, ma il centro di gravità permanente del Girone B. Da una parte l’Arezzo, capolista cinica e d’acciaio; dall'altra il Ravenna, seconda forza del campionato, arrivato in Toscana con l’obbligo di vincere per non veder scappare via il sogno della promozione diretta.
La città risponde: verso il record di presenze
La febbre è altissima. La società ha indetto la “Giornata Amaranto” e la risposta della piazza è stata travolgente: i botteghini sono stati presi d’assalto e si viaggia spediti verso il sold out. Con la Curva Sud pronta a trasformarsi in una bolgia, il Comune ha persino valutato un aumento last-minute della capienza per accogliere l'enorme richiesta. È il segnale che Arezzo crede nel grande salto e vuole spingere i ragazzi di Cristian Bucchi oltre l’ultimo ostacolo.
Qui Arezzo: Difesa bunker e il fattore "V"
Gli amaranto arrivano al match con un biglietto da visita che spaventa: zero gol subiti nelle ultime sette gare. Una solidità difensiva che ha permesso di scavare un solco di 7 lunghezze sulle inseguitrici. Bucchi ritrova pezzi da novanta come Gilli e Chiosa in difesa, mentre cresce l'attesa per l'esordio (magari a gara in corso) del nuovo acquisto Mattia Viviani. Davanti, le speranze sono affidate all’estro di Pattarello e al cinismo di Ravasio, l’uomo dei gol pesanti.
Qui Ravenna: L’effetto Mandorlini per l’impresa
Ma guai a considerare il Ravenna una vittima sacrificale. Da quando Andrea Mandorlini siede sulla panchina giallorossa, la squadra ha ritrovato una cattiveria agonistica dimenticata. I romagnoli sanno di avere una gara in meno rispetto alla capolista: uscire indenni o vittoriosi da Arezzo significherebbe riaprire ufficialmente i giochi. Il pericolo numero uno resta il metronomo Lonardi, supportato da un attacco fisico e imprevedibile che cercherà di scardinare per primo la "muraglia" di Bucchi dopo mesi di imbattibilità.
Le chiavi del match
Sarà una partita a scacchi. L’Arezzo cercherà di gestire il ritmo, forte di un vantaggio che permette di giocare per due risultati su tre. Il Ravenna, di contro, dovrà osare, cercando di colpire nei primi minuti per incrinare le certezze dei padroni di casa.
Il fischio d'inizio è affidato a Dario Madonia di Palermo. Novanta minuti per decidere se l’Arezzo inizierà a stampare le magliette celebrative o se il campionato ci regalerà un finale da brividi.
