La rivoluzione d'autunno di Silvio Baldini: l'Italia riparte senza filtri e senza senatori

Nelle prime dichiarazioni ufficiali rilasciate all'ANSA, il tecnico lancia la linea verde per Lussemburgo e Grecia: "Credo solo nel merito".
30.05.2026 08:22 di  Antonio Bruno   vedi letture
Fonte: La Redazione di Sport a Km 0
La rivoluzione d'autunno di Silvio Baldini: l'Italia riparte senza filtri e senza senatori

La rivoluzione di Baldini: "Io senza curriculum, ma le mie scelte sono per il calcio del futuro

L'era del dopo-Gattuso in Nazionale si apre con un terremoto di sincerità. Silvio Baldini, chiamato come CT ad interim sulla panchina dell'Italia dopo il drammatico fallimento contro la Bosnia — costato l'incredibile terza esclusione consecutiva dai Mondiali —, si è presentato a Coverciano senza filtri.

Niente frasi fatte, niente diplomazia. Solo il "metodo Baldini": un mix di realismo brutale, orgoglio e una spietata analisi del sistema calcio.

Un'autocritica che fa rumore

Mentre la FIGC lecca le ferite di un movimento in crisi d'identità, il nuovo CT mette subito le cose in chiaro sulla sua nomina:

"Per allenare la Nazionale serve un curriculum che io non ho. Io spero solo di aiutare chi mi succederà. So bene che se Gattuso non si fosse dimesso io adesso non sarei qui. Per me è un premio inaspettato".

Un'ammissione di straordinaria onestà intellettuale, che però serve da trampolino per lanciare un siluro ben più pesante ai piani alti del nostro pallone: "Il calcio è in mano a dirigenti lestofanti". Una frase che è già un manifesto politico e che fotografa lo stato di tensione e frustrazione che si respira attorno al Club Italia.

La linea verde: da Coverciano alle Olimpiadi

Escluso il blocco dei "grandi" ancora sotto shock per il ko ai rigori, Baldini ha deciso di azzerare tutto per le amichevoli del 3 e 7 giugno contro Lussemburgo e Grecia. La sua Italia sarà, di fatto, l'Under 21 da lui guidata, con pochissime eccezioni d'esperienza.

Il blocco Under 21: La base su cui Baldini vuole costruire il futuro, puntando dritto a Europei e Olimpiadi.

I "senatori" del nuovo corso: Gigio Donnarumma (l'unico della vecchia guardia riconfermato e nominato capitano) e i giovani già nel giro della maggiore come Pio Esposito, Pisilli e Palestra.

"Punto con l'Under 21 a fare e a vincere gli Europei, poi le Olimpiadi. Credo nel merito, non nei colpi di fortuna. Ho chiamato il mio gruppo perché è forte e unito".

Il caso dei "silenti" e la carezza a Donnarumma

C'è spazio anche per un retroscena spigoloso: Donnarumma è stato l'unico dei reduci dalla disfatta bosniaca a telefonare al nuovo mister. Un dettaglio che avrebbe potuto innescare polemiche, ma che Baldini liquida con la sensibilità del saggio:

"Non sono deluso, quel ko è una ferita ancora aperta, in certe circostanze meglio starsene a riposo. E comunque avrei sempre convocato solo Donnarumma e Pio Esposito".

Il nostro commento: L'uomo giusto nel momento peggiore?

L'intervista di Baldini è una boccata d'aria fresca in un ambiente asfittico. Invece di nascondersi dietro i cliché del "dobbiamo lavorare", il CT ad interim ha sbattuto in faccia la realtà a un sistema che fatica a rinnovarsi.

La scelta di affidarsi in blocco all'Under 21 non è solo una necessità temporanea, ma un messaggio politico forte: il calcio italiano si rifonda partendo dai giovani e dal senso di appartenenza, non dai nomi altisonanti o dai calcoli politici. Baldini sa di essere di passaggio, ma ha deciso di usare questo passaggio per fare terra bruciata del passato e seminare per il futuro. Chiunque arriverà dopo di lui, troverà una strada tracciata dal coraggio. E forse, era proprio di questo che l'Italia aveva bisogno.