Follia al Lungobisenzio: il Seravezza Pozzi gela il Prato e si prende la finale playoff.
Doccia fredda al Lungobisenzio: il Seravezza Pozzi fa l'impresa, Prato battuto in finale playoff
Niente da fare per il Prato. Davanti a una splendida cornice di pubblico (circa 2.000 gli spettatori presenti), la finale playoff del Girone E di Serie D si trasforma in una festa tutta versiliese. Il Seravezza Pozzi espugna il Lungobisenzio per 2-1, mettendo la firma su un trionfo storico. Ai lanieri non basta un secondo tempo d'assalto, l'arrembaggio finale in superiorità numerica e la rete di Lattarulo: a pesare come un macigno è l'avvio shock e un clamoroso blackout difensivo nei primi quindici minuti di gioco.
Nel post-partita, si sono registrati anche attimi di forte tensione in campo, causati da un'esultanza dei versiliesi giudicata fin troppo provocatoria e sopra le righe dai padroni di casa.
Prato-Seravezza 1-2
PRATO (3-5-2): Furghieri; Berizzi, Polvani, Risaliti; Cesari (21’ s.t. Limberti), Lattarulo, Fiorini, Greselin (1’s.t. D’Orsi) Zanon (21’s.t. Gioè); Mencagli (1’s.t. Rossetti), Verde. A disp.: Stomeo, Santarelli, Corsa, Atzeni, Sarpa. All.: Dal Canto.
SERAVEZZA (4-3-3): Lagomarsini; Pucci, Bajic, Mannucci, Mannelli; Bedini, Muhic, Fabri (36’s.t. Fontanarosa); Tognoni (30’s.t. Tognoni), Sava (43’s.t. Pani), Lepri (46’s.t. Della Riva). A disp.: Azioni, Mosti, Falteri, Fiore, Vanzulli. All.: Masitto.
ARBITRO: Decimo di Napoli, coad. da Mastroianni di Mantova e Maraboli di Monza. Quarto uomo: Branzoni di Mestre.
RETI: 4’p.t. Sava, 14’ Pucci, 25’s.t. Lattarulo,
NOTE: spettatori 2000 (130 da Seravezza). Espulso al 42’s.t. Mannucci per somma di ammonizioni. Ammoniti: Fiorini, Greselin, Rossetti, Mannucci, Verde, Angoli 5-3. Recupero 2’+6’.
La cronaca del match
Primo tempo: Quindici minuti di follia e la beffa da centrocampo
Mister Dal Canto mescola le carte in avvio, preferendo Mencagli a Rossetti nel tandem d'attacco. Ma l'approccio del Prato è un incubo ad occhi aperti. Il Seravezza Pozzi parte a tavoletta e dopo appena cinque minuti è già in vantaggio: traiettoria velenosa di Bedini, assist sporco di Mannucci sugli sviluppi di un corner e Sava – l'uomo del destino, già giustiziere del Tau in semifinale – deve solo appoggiare in rete da zero metri.
Il Prato è visibilmente sotto shock, ma il peggio deve ancora arrivare. Minuto 14: Pucci calcia un innocuo pallone di alleggerimento dalla propria metà campo; la sfera prende una traiettoria incredibile, complice il vento o una disattenzione fatale, e scavalca un colpevole Furghieri fuori dai pali. Un gol surreale da oltre cinquanta metri che gela il Lungobisenzio e fissa lo 0-2.
I lanieri provano ad abbozzare una reazione d'orgoglio, ma la retroguardia ospite regge senza troppi affanni. L'unico vero sussulto biancazzurro arriva allo scadere della prima frazione: Cesari calcia a botta sicura col mancino, Lagomarsini si supera e respinge, ma sulla ribattuta Lattarulo svirgola clamorosamente il pallone del possibile 1-2.
Secondo tempo: Cuore Prato, assedio totale ma la fortezza regge
Nella ripresa Dal Canto ridisegna i suoi: dentro D'Orsi e Rossetti per dare una scossa. Il Prato si getta in avanti a pieno organico, rischiando grosso in contropiede quando Fabri grazia Furghieri calciando a lato. Con l'ingresso di Gioè la trazione del Prato diventa a tre punte e il forcing si fa asfissiante.
Al 70' la partita si riapre: punizione radiocomandata di D'Orsi dalla corsia destra, Lattarulo si inserisce con i tempi giusti e di precisione batte Lagomarsini. Il Lungobisenzio diventa una bolgia e il finale si fa incandescente, soprattutto quando il Seravezza resta in dieci uomini per l'espulsione di Mannucci (secondo giallo).
Il forcing finale: Al 90′ Rossetti fa correre un brivido sulla schiena dei versiliesi con un tiro-cross che sfiora il palo. In pieno recupero succede di tutto: una mischia furibonda e caotica nell'area piccola del Seravezza vede Polvani masticare la conclusione a botta sicura, salvata miracolosamente dalla difesa ospite. L'ultimo pallone del match capita sul piede di Lattarulo, ma la sfera termina altissima in curva, portando con sé i titoli di coda e i sogni di gloria del Prato.
