Identità, coraggio e lettura dei momenti: così il Sansovino di Bartoli ha dominato la Baldaccio
Analisi Tattica e Prestazionale: Il Sansovino e la mano di Stefano Bartoli nel successo sulla Baldaccio Bruni
Il netto 3-1 con cui il Sansovino ha liquidato la pratica Baldaccio Bruni nell'anticipo del Girone B di Eccellenza racconta molto di più di un semplice tabellino favorevole. Racconta la crescita di un collettivo, la bontà di un'idea di calcio e, non ultimo, il lavoro certosino di preparazione e lettura della gara condotto in settimana e a partita in corso da mister Stefano Bartoli.
La fotografia della prestazione arancioblè si divide idealmente in due parti: un'ora di assoluto dominio tecnico e territoriale, e una mezz'ora finale di sofferenza e nervi, utile però a misurare la solidità caratteriale della squadra.
L'impostazione tattica e la reazione mentale Mister Bartoli ridisegna la squadra con il consueto 4-3-3, un abito tattico che esalta l'aggressività e la velocità nella transizione. L'episodio chiave dei primi minuti – il calcio di rigore fallito da De Filippo – avrebbe potuto spezzare le certezze di qualsiasi squadra. Invece, la mano del tecnico si vede nell'atteggiamento: il Sansovino non arretra di un metro, continua a fare la partita, alza il baricentro e stringe la morsa nella trequarti avversaria. Questa supremazia territoriale nasce da una catena di centrocampo fluida, dove i reparti mantengono le giuste distanze, impedendo alla Baldaccio di palleggiare in sicurezza e costringendola all'errore in uscita.
Il comportamento e l'interpretazione dei singoli Nel sistema di Bartoli, l'attacco della profondità è un dogma. Francesco De Filippo interpreta alla perfezione il ruolo di terminale offensivo: l'errore dagli undici metri viene cancellato da una fame feroce nel sfruttare le incertezze della retroguardia ospite. Non è solo questione di gol (la splendida doppietta che indirizza il match), ma di un lavoro costante di cucitura e pressione che non dà punti di riferimento.
Al suo fianco, la spinta costante sugli esterni e il lavoro di raccordo a centrocampo garantiscono densità. Prezioso l'impatto di Berneschi, gettato nella mischia a fine primo tempo e capace di dare subito imprevedibilità e profondità, concretizzando con tempismo il pallone del 3-0 e lottando su ogni pallone fino al nervosismo finale che ne segnerà l'espulsione.
Nel pacchetto arretrato e in mezzo al campo, la gestione dei momenti critici passa attraverso la leadership silenziosa dei reparti: la linea difensiva, guidata da Timperanza (sicuro nelle chiamate e nelle uscite quando chiamato in causa), ha retto l'urto nei momenti di forcing avversario, arginando le iniziative ospiti pur concedendo qualcosina nella fase di massima pressione della Baldaccio.
La gestione della tempesta e la maturità del gruppo Il vero banco di prova per il Sansovino è arrivato nell'ultima mezz'ora. Incassato il gol di Sbardella e rimasti momentaneamente in inferiorità numerica prima e in parità numerica poi per i rossi diretti, la squadra ha dimostrato di saper soffrire. Mister Bartoli ha saputo attingere dalla panchina con i cambi giusti (da Scichilone a Discepolo fino a Maramarco) per ridisegnare le linee di contenimento, abbassando il baricentro ma senza rinunciare a pungere in ripartenza.
Ne esce l'immagine di una squadra matura, che sa giocare un calcio brillante per lunghi tratti e sa sporcarsi le mani quando l'inerzia della gara cambia. Una prova di forza che legittima le ambizioni di classifica degli arancioblè.
