Arezzo, la forza del collettivo: la difesa resta un muro, in attacco manca ancora la zampata

Da Coppolaro e Gilli insuperabili alla lucidità di Chierico: la risposta dei singoli dopo la sosta premia la crescita degli amaranto.
13.10.2026 12:39 di  Antonio Bruno   vedi letture
Fonte: La Redazione di Sport a Km 0
Arezzo, la forza del collettivo: la difesa resta un muro, in attacco manca ancora la zampata

Punti fermi e scintille dalla panchina: le pagelle senza voto della sfida alla Cremonese

AREZZO – Al triplice fischio della sfida contro la Cremonese, il pari a reti inviolate regala all'Arezzo indicazioni preziose sullo stato di salute delle sue individualità. Una prestazione corale di spessore, che ha visto emergere certezze granitiche nella fase difensiva, risposte confortanti dal centrocampo e qualche ombra soltanto negli ultimi sedici metri.

La retroguardia è una fortezza: certezze tra i pali e in cerniera

Tra i pali, Nunziante ha vissuto una giornata di grande maturità. Sollecitato dai compagni nella continua costruzione dal basso, ha mostrato una sicurezza coi piedi che scaccia via le vecchie apprensioni, facendosi trovare reattivo e glaciale sulla girata ravvicinata di Nasti nel primo tempo. In difesa, la coppia centrale ha eretto un muro invalicabile: Gilli ha confermato perché è il fedelissimo di Bucchi, abbinando una marcatura pulita e feroce a cambi di gioco precisi ad alleggerire la pressione; al suo fianco, Coppolaro ha ripagato la fiducia con la calma olimpica dei suoi trascorsi in cadetteria, gestendo ogni pallone con lucidità millimetrica e una lettura impeccabile dei pericoli. Sulle corsie esterne, Renzi ha garantito grande attenzione in fase di ripiegamento soffocando Elia e aumentando il raggio delle sovrapposizioni nella ripresa, mentre Righetti si è consacrato come una delle note più liete dell'avvio di stagione: cuore, corsa, personalità nel saltare l'uomo e una qualità nel cross davvero sopraffina, come dimostra la parabola pennellata sulla testa di Cerri.

Centrocampo di lotta e di governo: geometrie e muscoli

La cerniera di centrocampo ha retto l'urto con autorità. Ionita ha fatto valere il proprio peso specifico: pur andando a folate, ha dispensato classe e senso della posizione, ricucendo il gioco e sfoderando il velo d'autore che ha liberato Mancuso al tiro. Chierico è stato forse il migliore in campo per dinamismo e visione di gioco: esente da ansie, capace di uscire dal pressing avversario con la disinvoltura dei grandi palleggiatori e di inventare linee verticali non banali prima di uscire stremato dai crampi. Al suo fianco, Sala ha profuso una quantità industriale di energia: generoso nei recuperi difensivi a campo aperto e aggressivo nell'attaccare gli spazi, ha avuto il merito strategico di provocare il secondo cartellino giallo di Pezzella. Utile anche l'impatto di Mawuli, entrato nella mezz'ora finale per portare sostanza, concentrazione e agonismo nel momento del massimo sforzo.

Attacco tra opacità e le scosse dei subentrati

Se il tridente titolare ha vissuto una giornata complicata, le risposte arrivate dalla panchina fanno ben sperare. Pattarello è apparso ancora lontano dai suoi bioritmi migliori, incartandosi nei dribbling ed sprecando un paio di transizioni favorevoli, pur avendo l'incipit di procurare il primo giallo a Pezzella. Serata difficile anche per Cerri, ingabbiato dai centrali grigiorossi e poco efficace nel far salire la squadra nel primo tempo, sebbene nella ripresa abbia sfiorato il gol d'autore fermato solo da un miracolo di Fulignati. Paga l'emozione dell'esordio dal primo minuto Leone, apparso contratto e troppo impacciato negli ultimi venti metri.

Di ben altro tenore l'impatto dei subentrati. Arena ha letteralmente spaccato la partita al suo ingresso: vivace, sgusciante e dotato di un sinistro "di velluto" che ha ricamato la palla gol più clamorosa del match per Tavernelli, il quale, pur brioso e volitivo al rientro dopo un lungo stop, ha mancato l'aggancio vincente da zero metri. In attacco, Mancuso ha confermato il suo fiuto da rapace: movimenti sempre lucidi e due conclusioni da brivido che hanno fatto la barba ai legni grigiorossi. Positivo, infine, lo scampolo di gara di Cianci, prezioso nel far valere il fisico in coppia con Mancuso e subito integrato nei meccanismi dell'assalto finale.