Arezzo sotto processo: rabbia Cutolo, squadra in ritiro verso l'Ascoli
Arezzo sotto processo: il ds Cutolo sceglie il pugno duro e manda tutti in ritiro
Il giorno dopo il brutto tonfo di Carrara, in casa Arezzo l'aria si fa pesante e densa di responsabilità. A fare da scudo e allo stesso tempo a lanciare un segnale forte a tutto l'ambiente è stato il direttore sportivo Nello Cutolo. Nella sala stampa dello stadio dei Marmi, il dirigente amaranto si è presentato da solo per metterci la faccia, facendosi portavoce della profonda delusione di una società e di una città intera. Nessun alibi, nessuna scusa: la sconfitta per 2-1 contro la Carrarese non è solo un risultato negativo, ma un campanello d'allarme che impone decisioni drastiche, prima fra tutte l'ingresso immediato della squadra in ritiro in vista del delicatissimo match casalingo di domenica contro l'Ascoli.
L'analisi di Cutolo: niente alibi e la resa dell'attacco
L'analisi del direttore sportivo parte da un dato di fatto incontrovertibile che fotografa la prestazione opaca dei ragazzi di Cristian Bucchi: l'assenza totale di pericolosità offensiva. L'Arezzo ha incassato il colpo nel finale, proprio quando il match sembrava incanalato sullo 0-0, ma ciò che sconcerta la dirigenza è la passività generale. Il portiere di casa, Pizzignacco, è rimasto praticamente inoperoso per tutti i novanta minuti, eccezione fatta per la rete dal dischetto arrivata a tempo scaduto.
Un atteggiamento che il ds non può accettare, soprattutto considerando che si trattava di uno scontro diretto fondamentale per l'economia della salvezza. La sensazione trasmessa dalla squadra è stata quella di una pericolosa fragilità mentale: l'Arezzo tende a "sbracare" e a uscire dalla gara non appena le difficoltà aumentano, un difetto imperdonabile in una categoria difficile e logorante come la Serie B, dove la concentrazione deve restare massimale dal primo al novantacinquesimo minuto.
L'illusione di Marassi e il pugno duro della società
Tra i passaggi più significativi dell'intervento di Cutolo c'è il richiamo alla realtà. L'impressione è che l'Arezzo si sia colpevolmente cullato sugli allori dopo l'ottima prestazione sfoderata a Marassi contro la Sampdoria, dimenticando i segnali negativi arrivati dal pesante 3-0 interno subito poco prima. La Serie B non permette cali di tensione né presunzioni: i 10 punti raccolti finora rappresentano un buon tesoretto, ma non garantiscono alcuno sconto.
Nemmeno il turnover attuato da Bucchi o la gestione del mercato estivo possono servire da scudo. Cutolo ha difeso la completezza della rosa (che offre 24 giocatori di movimento e la flessibilità di adottare più moduli tattici) e la bontà dell'operato dell'allenatore, ma ha ribadito un concetto chiave: di fronte a prestazioni del genere, "siamo tutti in discussione". Il messaggio è chiaro e rivolto a tutte le componenti: la categoria è stata conquistata con un enorme sforzo da parte di tutti e va custodita con le unghie, perché l'Arezzo viene prima di ogni singolo elemento.
Verso l'Ascoli: ritrovare l'anima al 'Città di Arezzo'
Il ritiro di questi giorni ha uno scopo preciso: guardarsi negli occhi, analizzare i numeri che impongono un cambio di passo e ritrovare quel "bruciore" indispensabile per stare in campo. La componente mentale e l'atteggiamento agonistico dovranno subire una sterzata immediata.
Non è il momento dei drammi, ma la rotta va invertita subito. L'opportunità per il pronto riscatto si presenta già questa domenica, quando al stadio 'Città di Arezzo' arriverà un avversario duro e ostico come l'Ascoli. Davanti al proprio pubblico, gli amaranto saranno chiamati a dimostrare di aver capito la lezione del loro ds: meno parole, più cattiveria agonistica e la consapevolezza che per salvare la categoria serve l'anima.
