Belli di Sera e Padroni del Campionato: l'Arezzo travolge la Vis Pesaro

Una prova di forza spaventosa al "Benelli": tre gol, porta inviolata e una gestione del VAR da grande squadra. La capolista non si ferma più.
20.01.2026 11:27 di  Antonio Bruno   vedi letture
Fonte: La Redazione di Sport a Km 0
Belli di Sera e Padroni del Campionato: l'Arezzo travolge la Vis Pesaro

Lega Pro : Vis Pesaro - Arezzo 0 - 3

VIS PESARO (3-4-1-2): Pozzi; Di Renzo (15′ st Giovannini), Primasso, Zoia; Ceccacci, Paganini, Pucciarelli (23′ st Berengo), Vezzoni; Di Paola (37′ st Mariani); Nicastro (23′ st Machìn), Stabile (37′ st Franchetti). All: Stellone.

AREZZO (4-3-3): Venturi; Coppolaro, Gilli, Chiosa, Righetti; Chierico (23′ st Mawuli), Guccione, Ionita; Pattarello (23′ st Varela), Ravasio (31′ st Cianci), Tavernelli (31′ st Arena). All: Bucchi.

ARBITRO: Mattia Drigo di Portogruaro.

RETI: pt 9′ Tavernelli; st 19′ Ravasio, 48′ Cianci.

NOTE: Spettatori 2.015 (308 da Arezzo). Espulso Paganini (VP) al 27′ st per doppia ammonizione.

Belli di Sera: Un’Arezzo Imperiale Espugna Pesaro e Vola in Vetta

Sotto le luci del "Benelli", gli amaranti sfoderano una prestazione da incorniciare: tecnica, esperienza e cinismo stendono la Vis Pesaro per 3-0. Una vittoria storica che rompe un tabù lungo sessant'anni e consolida il primato in classifica.

PESARO – C’è un’aria diversa in casa Arezzo, l’aria di chi sa di essere grande. Nella notte di Pesaro, la squadra di Cristian Bucchi non ha solo vinto; ha dominato, gestito e colpito con la freddezza delle grandi corazzate. Un 0-3 senza appello che racconta di una marcia incontrastata in testa alla classifica, fatta di solidità difensiva (seconda gara di fila con la porta inviolata) e una qualità offensiva che non lascia scampo.

Il Film della Partita: Il VAR Protagonista e la Firma di Tavernelli

L’avvio è da brividi. Al 9’, l’Arezzo mette subito le cose in chiaro: Tavernelli riceve sul lato corto dell'area, controlla di destro e con un diagonale chirurgico fredda Pozzi. La gioia viene strozzata in gola dall'arbitro Drigo, che inizialmente annulla per un tocco di braccio di Chierico. Ma la "notte magica" ha un alleato tecnologico: il monitor FVS restituisce giustizia agli amaranti. Il tocco è di petto, il gol è buono.

Non finisce qui, perché Stellone si gioca la "card" per un presunto fallo di Guccione a inizio azione. Altri minuti di attesa, altra conferma: lo 0-1 resta scolpito sul tabellino. Per Tavernelli è la fine di un digiuno lungo tre mesi; l’ultima perla risaliva alla trasferta di Ravenna.

Solidità e Controllo

La Vis Pesaro prova a reagire con la spinta di Zoia e le conclusioni di Pucciarelli, ma Venturi è un muro: meno elegante del solito ma tremendamente efficace, respinge ogni tentativo biancorosso. L’Arezzo, dal canto suo, sfiora il raddoppio già prima dell'intervallo con Pattarello, il cui diagonale sibila a lato dopo una splendida trama corale.

La Ripresa: Il Ciclone Amaranto

Nella ripresa, la Vis entra in campo con orgoglio, ma l'Arezzo è spietato. Al 19’, Tavernelli calcia verso la porta, Zoia interviene goffamente e serve involontariamente un assist d'oro per Ravasio. Il bomber non se lo fa ripetere due volte: destro fulminante e 0-2. È un gol pesante, il sesto in campionato per Ravasio, ma il primo segnato partendo da titolare, a conferma di una crescita fisica e mentale totale.

Il match si chiude virtualmente al 27’, quando Paganini rimedia il secondo giallo per un’entrata dura proprio su Tavernelli. Con l'uomo in più e il doppio vantaggio, Bucchi inizia il valzer dei cambi per gestire le energie e lo spazio.

Apoteosi Finale: Cianci Calpesta i Dubbi

C’è gloria anche per i subentrati. Al 48’, in pieno recupero, Arena pennella un cross perfetto per la testa di Cianci. Pozzi prova il miracolo, ma il centravanti è il più lesto di tutti a ribadire in rete il pallone del definitivo 0-3. Settimo sigillo per lui, che chiude una pratica sbrigata con una disinvoltura quasi imbarazzante per gli avversari.

Un Successo Storico

L’Arezzo espugna Pesaro quasi sessant’anni dopo l’ultima volta, e lo fa con l’autorevolezza della capolista. La squadra di Bucchi vince per impegno, per tecnica e per quell'esperienza che permette di soffrire il minimo indispensabile per poi azzannare la partita nei momenti chiave.

La marcia continua. Gli amaranti, "belli di sera" e spietati di giorno, guardano tutti dall'alto. E il sogno continua a correre.