L’urlo di Cianci scuote il Comunale: l’Arezzo rimonta il Ravenna e blinda il primato

Tra la coreografia da brividi della Sud e il palo beffardo al 95’, gli amaranto restano a +7. Cade l’imbattibilità di Venturi dopo 744 minuti, ma il cuore della capolista è infinito.
03.03.2026 11:57 di  Antonio Bruno   vedi letture
Fonte: La Redazione di Sport a Km 0
L’urlo di Cianci scuote il Comunale: l’Arezzo rimonta il Ravenna e blinda il primato

L'Arezzo non muore mai: Cianci fa esplodere il Comunale, il Ravenna trema ma tiene il pari

AREZZO – Se il calcio è fatto di storie, quella che si sta scrivendo al "Città di Arezzo" ha i contorni dell'epica. Il big match contro il Ravenna finisce 1-1, un risultato che mantiene gli amaranto a +7 sulle inseguitrici (Ravenna e Ascoli), ma che per l'intensità mostrata e il cuore messo in campo dai ragazzi di Cristian Bucchi, ha il sapore dolcissimo di una mezza vittoria.

Il Tabellino

AREZZO (4-3-3): Venturi; Renzi, Gilli, Chiosa, Righetti; Iaccarino (1' st Cortesi), Guccione, Chierico (23' st Viviani); Pattarello (40' st Arena), Ravasio (23' st Cianci), Tavernelli (13' st Varela).

RAVENNA (4-2-3-1): Poluzzi; Donati, Esposito, Solini, Bani; Mandorlini (9' st Rrapaj), Lonardi; Spini (21' st Corsinelli), Tenkorang, Fischnaller (21' st Da Pozzo); Okaka (21' st Italeng).

ARBITRO: Madonia di Palermo.

Marcatori : 37' pt Fischnaller (R) su rig., 28' st Cianci (A).

AREZZO – Se il calcio è fatto di storie, quella che si sta scrivendo al "Città di Arezzo" ha i contorni dell'epica. Il big match contro il Ravenna finisce 1-1, un risultato che mantiene gli amaranto a +7 sulle inseguitrici (Ravenna e Ascoli), ma che per l'intensità mostrata e il cuore messo in campo dai ragazzi di Cristian Bucchi, ha il sapore dolcissimo di una mezza vittoria.

Il Contorno: Nobili Casate e Cuore Amaranto

Prima del fischio d'inizio, l'emozione è già altissima. Il presidente Manzo e il DS Cutolo premiano Shaka Mawuli per le sue 100 presenze in amaranto: un traguardo che incarna la continuità di un progetto vincente. Ma è la Curva Sud a rubare l'occhio con una coreografia da brividi dedicata alla Giostra del Saracino. Gli stemmi dei quattro quartieri svettano sotto uno striscione che è un giuramento: “Pronte alla battaglia, le nobili casate alzano le insegne; alla città ed al contado giurano fedeltà solenne”. In questo clima da battaglia cavalleresca, l'Arezzo scende in campo.

La Cronaca: Il rigore rompe l'incantesimo di Venturi

L'avvio è di marca amaranto, con un possesso palla fluido contro il 4-2-3-1 di Mandorlini. Al 17', però, il Ravenna alza la pressione e l'Arezzo rischia su una palla persa in uscita. Al 34', l'episodio che cambia il match: dopo un consulto al monitor (FVS), l'arbitro Madonia assegna un rigore al Ravenna per un pestone di Chierico su Spini. Fischnaller non sbaglia: palla nell'angolino e 0-1.

Il gol interrompe l'incredibile imbattibilità di Venturi, che cade dopo 744 minuti di porta inviolata (non prendeva gol dal 3 gennaio). L'Arezzo accusa il colpo, ma non sbanda.

La Ripresa: L'urlo di Cianci e quel palo beffardo

Nella ripresa Bucchi rimescola le carte: fuori Iaccarino (che rischiava il rosso) e Tavernelli, dentro Cortesi e Varela per alzare i giri del motore. L'Arezzo spinge, il pubblico dei 7.000 spinge ancora di più. Al 28', l'apoteosi: cross pennellato di Righetti da sinistra, deviazione sporca di Esposito e inserimento imperioso di Pietro Cianci. Il colpo di testa è un manuale del centravanti: palla nell'angolo lontano e 1-1. È il nono sigillo stagionale per il bomber, che corre sotto la Sud per un abbraccio collettivo che fa tremare i gradoni.

Il finale è un assalto all'arma bianca. Al 50', all'ultimo respiro, la storia sfiora la leggenda: Viviani calcia a botta sicura col mancino, Poluzzi è battuto, ma la palla sbatte sul legno interno e torna incredibilmente in campo. Un soffio, un centimetro, e il Comunale sarebbe venuto giù.

Uomini veri verso un obiettivo chiaro

Finisce 1-1. L'Arezzo di Bucchi conferma di essere un gruppo eccezionale, non solo tecnicamente ma soprattutto umanamente. Una squadra di "uomini veri" che sa soffrire le assenze e reagire alle avversità. Con questo pareggio, e con il vantaggio del turno di riposo già effettuato rispetto alle rivali, il primato è blindato. La strada verso la meta è tracciata: questo Arezzo ha fame, ha qualità e, soprattutto, non muore mai.