Il bambino diventato re: Kimi Antonelli riscrive la storia della Formula 1

A soli vent'anni, il predestinato bolognese porta la Mercedes sul tetto del mondo raccogliendo la pesante eredità di Lewis Hamilton con la calma di un veterano.
02.11.2026 13:42 di  Antonio Bruno   vedi letture
Fonte: La Redazione di Sport a Km 0
Il bambino diventato re: Kimi Antonelli riscrive la storia della Formula 1

Il bambino diventato re: Kimi Antonelli, il predestinato che ha stregato la F1 e cambiato la Mercedes

Andrea Kimi Antonelli ride e piange, corre senza fermarsi come se alle sue spalle ci fosse ancora qualcuno da seminare. Ma non c’è più nessuno là dietro, perché un ventenne italiano è diventato campione del mondo di Formula 1. Eppure Kimi corre lo stesso: in Messico, tra le braccia della sua squadra, appena sceso da una Mercedes che durante la parabola di tutta la stagione gli ha concesso lampi di gloria purissima che ha saputo sfruttare con la calma di un veterano. L’uomo e la macchina, insieme. Perfetti come in ogni grande storia che la Formula 1 abbia mai raccontato. Questa, più di molte, destinata a riempire i libri del motorismo per sempre: diluvi di grandezza per un ragazzo che grande, nell’età, non è ancora.

È arrivato nella massima serie a soli diciotto anni, catapultato direttamente in Mercedes con un compito che avrebbe schiacciato chiunque: raccogliere l'eredità di Lewis Hamilton, uno dei più grandi di tutti i tempi. Un bambino nel sedile di un gigante, con tutta la pressione mediatica e sportiva che ne è conseguita. Da lì un primo anno di alti e bassi, un percorso naturale di apprendistato per prendere le misure con un mondo altro, spietato e gigantesco.

Poi, la svolta. Al via di un nuovo regolamento tecnico, Kimi si è presentato subito davanti: veloce, imprendibile, con i piedi ben piantati dentro a un universo che non gli è mai più stato estraneo. La sua marcia trionfale è iniziata prestissimo, prendendosi la testa del Mondiale già alla terza gara del campionato per non lasciarla mai più andare. Cinque successi consecutivi hanno fatto da base solidissima per costruire il proprio capolavoro, un cuscino di punti prezioso per proteggersi dai colpi dei problemi di affidabilità che lo hanno mandato al tappeto due volte.

Ma anche di fronte alle difficoltà, la risposta è stata da campione navigato: ancora davanti, con nove vittorie totali e una costanza senza eguali, a definire il profilo perfetto di un titolo iridato conquistato con quattro gare di anticipo sulla fine della stagione. È aria fresca, luce dentro a un tempo che adesso porta il suo nome.