Castiglionese, inizia l’era della consapevolezza: il popolo gialloviola riabbraccia i suoi figli
Il richiamo della terra: la Castiglionese ritrova la sua anima per l’assalto all’Eccellenza
Castiglion Fiorentino - Il profumo dell'erba tagliata di fresco, il rumore dei tacchetti sul terreno e quella scarica di adrenalina che solo il primo giorno di preparazione sa regalare. Lo scorso 8 agosto, la Castiglionese ha alzato il sipario sulla stagione 2026/27, dando il via a un percorso che si preannuncia di grande spessore nel Girone B del campionato di Eccellenza.
La società del presidente Carlo Barbagli non si è limitata a ripartire, ha deciso di rifondarsi su basi solide, ambiziose e profondamente legate all'identità territoriale. Il primo segnale di questo nuovo corso è arrivato dalla panchina, affidata ad Alessio Morelli. Un tecnico che nel mondo dilettantistico si è fatto notare per una visione moderna: calcio veloce, pressing asfissiante e una predilezione per un gioco corale che esalta, anziché soffocare, le doti dei singoli. Morelli è un innovatore che porta a Castiglion Fiorentino un bagaglio tattico pronto a stupire.
Al suo fianco, nelle stanze dei bottoni, opera Mirko Baroncini. Dopo aver fatto la "gavetta" da direttore tecnico nell'ultima annata, Baroncini ha scalato le gerarchie conquistando la fiducia totale del club. Il suo è stato un lavoro minuzioso: il "colpo grosso" è stato il ritorno a casa di ben 12 giocatori castiglionesi, ragazzi che portano in campo l'attaccamento viscerale alla maglia gialloviola. Un'identità che si sposa perfettamente con la sapienza di capitan Daniele Menchetti, bandiera e anima di questo gruppo.
Ma la Castiglionese non si è fatta mancare il peso della categoria: Bencini, Caposciutti e Castellucci sono arrivi di prestigio che alzano l'asticella, insieme alla caratura tecnica di un centravanti esperto come Lucatti e alla solidità di Mercuri. Senza dimenticare il tocco di fantasia e imprevedibilità di Federico Zhupa, pronto a far saltare i piani delle difese avversarie.
Il lavoro sul campo: sudore e visione Le prime sedute di allenamento sotto la guida di Morelli e del suo staff – Stefano Frescucci e Simone Farnetani (collaboratori), Gabriele Chiodini (preparatore dei portieri) e Matteo Lombardi (preparatore atletico) – hanno già chiarito le intenzioni: il gruppo sta lavorando con un’intensità altissima, alternando sessioni atletiche mirate a circuiti tattici che puntano a far metabolizzare alla squadra la filosofia di gioco del tecnico. Si lavora molto sulla rapidità di esecuzione e sul possesso palla orientato alla verticalizzazione immediata: il calcio che vuole Morelli è un organismo vivo, in cui ogni giocatore sa esattamente dove deve essere il compagno senza guardare.
Una Castiglionese che non vuole solo partecipare, ma recitare un ruolo da protagonista, costruendo un legame indissolubile tra campo e tifoseria. Il cantiere è aperto, ma le fondamenta sono, finalmente, quelle giuste.
