Arezzo ha reso omaggio a San Donato: la solenne Offerta del Cero ha unito fede e tradizione
Il corteo storico e il Vespro in Cattedrale hanno rievocato i fasti medievali
Arezzo si è stretta attorno al suo patrono, San Donato, in un’atmosfera di profonda devozione e orgoglio cittadino. Giovedì 6 agosto, la vigilia della festa del Santo Vescovo e martire, è stata scandita da un ricco calendario di appuntamenti che hanno saputo fondere armoniosamente la sacralità dei riti religiosi con il fascino intramontabile delle tradizioni storiche aretine.
Il momento clou della serata si è consumato all'interno della suggestiva cornice della Cattedrale. Alle 20.15, piazza San Domenico è divenuta il fulcro del ritrovo per le numerose rappresentanze giunte da ogni angolo della provincia. Il corteo, composto dai figuranti dei quattro quartieri della Giostra del Saracino, dall’associazione Signa Arretii, dal Gruppo Musici, dalla Magistratura della Giostra e dai gruppi storici, si è mosso alle 20.45, attraversando via Sassoverde e via Ricasoli in un fiume di colori e costumi d'epoca.
Alle 21.00, il corteo ha accolto la rappresentanza del Comune di Arezzo: i Valletti, recanti il pregiato Cero votivo, i Fanti e la Magistratura. Il Cero, magistralmente decorato dall’artista senese Rita Rossella Ciani — firma nota anche per i ceri offerti al Beato Gregorio in gennaio — è stato il simbolo tangibile del legame indissolubile tra la città e il suo Protettore, come previsto dallo Statuto del 1327.
L'ingresso in Cattedrale alle 21.15 ha dato inizio al Vespro solenne. Durante il Magnificat, tra il riverbero delle navate, i Valletti hanno portato il Cero fino all’altare, dove è stato solennemente acceso dal sindaco di Arezzo, Marcello Comanducci, alla presenza del Vescovo Andrea Migliavacca. Un gesto che ha rinnovato, anno dopo anno, la memoria di un legame spirituale e civile che la città coltiva con tenacia. La cerimonia si è conclusa alle 22.15 con l'omaggio alla reliquia del Santo e il vibrante saluto del Gruppo Musici in via Ricasoli.
San Donato, secondo Vescovo di Arezzo e martire del IV secolo, è una figura centrale nell'identità aretina. Decapitato il 7 agosto 362, è raffigurato nell'arte con il calice di vetro e il drago, simboli della sua fede e della sua lotta per il bene. La giornata di vigilia non è stata solo fede: già dal pomeriggio, i cittadini hanno potuto apprezzare le bellezze artistiche della città con visite guidate a Palazzo Comunale e l'apertura straordinaria del percorso espositivo "I Colori della Giostra".
Il gran finale della serata è giunto alle 23, quando il cielo sopra Arezzo è stato illuminato dal tradizionale spettacolo pirotecnico dalla Fortezza Medicea, organizzato in collaborazione con la Fondazione Arezzo Intour. Un epilogo spettacolare per una giornata in cui Arezzo ha celebrato, con solennità e partecipazione, le proprie radici più profonde.
