L'Arezzo scopre i suoi gioielli: qualità, personalità e un 2-0 al Brescia che profuma di grande Serie B.
L'Arezzo accende il "Comunale": qualità, singoli di spessore e un'identità già forte per sognare
La mano di Bucchi e la forza del collettivo: l'esordio in Coppa Italia lancia gli amaranto verso la Serie B e la sfida di Cagliari
Il calcio d’agosto sa essere ingannevole, ma lo spettacolo offerto dall'Arezzo nel preliminare di Coppa Italia Frecciarossa ha dipinto un quadro a tinte decisamente vive. Eliminare un avversario di lignaggio come il Brescia — nobile decaduta e tra le grandi candidate al salto di categoria — non è solo un ottimo biglietto da visita per la prossima Serie B, ma la conferma di un impianto di gioco solido, pimpante e già capace di divertire i 3.465 spettatori accorsi al "Comunale".
Al di là del risultato e delle note liberatorie di Vai Cavalinho, a fare la differenza è stata la qualità diffusa dei singoli, capaci di esaltarsi sia attraverso le certezze del gruppo che grazie ai volti nuovi sbarcati in Toscana in questa sessione di mercato.
I Nuovi Volti: Impatto e Personalità
La prima uscita ufficiale ha subito messo in mostra il valore dei volti nuovi, pedine che promettono di alzare notevolmente l'asta della competitività amaranto:
Illanes: L'argentino al centro della difesa unisce la classica garra a un senso della posizione encomiabile, abbinando la marcatura stretta alla pulizia nell'avviare la manovra. Una sicurezza dietro.
Sala: Centrocampista totale di lotta e di governo. Pur a sprazzi, ha dimostrato di possedere la dinamica e la razionalità necessarie per prendersi le chiavi della mediana.
Cerri: Pur inevitabilmente indietro di condizione viste la stazza e la mole fisica (quasi due metri per cento chili), l'attaccante ha certificato l'importanza del lavoro sporco. Suo l'assist al bacio per l'1-0 di Arena, a compensare il gol fallito a tu per tu con il portiere.
Nunziante: Classe 2006, all'esordio assoluto tra i pali amaranto dopo l'anno di apprendistato all'Udinese. Ottimo colpo d'occhio e reattività tra i pali (decisivo su Marras e Vido), deve solo affinare il gioco con i piedi, ma le premesse sono eccellenti.
La Bussola del Campo: Il Regista e il Capitano
Se la spina dorsale mostra muscoli e fosforo, i reparti chiave esaltano l'intelligenza calcistica dei singoli:
Il rebus della regia: Chierico, impiegato in un ruolo inedito da play basso nel 433, ha mostrato grande tecnica e visione di corridoio, pur punzecchiato da mister Bucchi nel post-partita per qualche tempo di troppo palla al piede. La concorrenza in quel ruolo cruciale è altissima (con Viviani e l'attesa di Iaccarino), ma le potenzialità ci sono tutte.
Gli esterni e l'inossidabile Ionita: Sulle corsie basse Renzi e Righetti hanno macinato chilometri, dialogando con un tridente offensivo letale dove Arena e Tavernelli (autori delle due perle gol) hanno fatto la differenza accentrandosi con furbizia. A legare i reparti ci ha pensato lui, il capitano: Artur Ionita, che a 36 anni corre, lotta e ragiona con la freschezza di un ragazzino e l'autorevolezza del veterano di mille battaglie.
L'Arezzo c'è, la qualità individuale risponde presente e la trasferta di Cagliari in extremis prima di Ferragosto rappresenta il palcoscenico perfetto per misurare le ambizioni di una squadra che non vuole smettere di stupire.
