L’Arezzo cade in Sardegna, ma l’orgoglio amaranto non si piega
L’Arezzo cade in Sardegna, ma l’orgoglio amaranto non si piega
Sconfitta che brucia nel punteggio, ma che scalda il cuore per la prestazione offerta. La trasferta in casa del Cagliari, valida per il primo turno di Coppa Italia Frecciarossa, ha riconsegnato alla piazza un Arezzo solido, coraggioso e capace di tenere il campo contro una compagine di categoria superiore. A decidere la sfida è stato un episodio – un rigore, peraltro apparso ai più generoso – che ha premiato i sardi nel primo tempo, ma che non ha scalfito la dignità tecnica degli uomini di mister Bucchi.
Il Tabellino
CAGLIARI (4-3-2-1): Caprile; Zé Pedro, Deiola (9' st Kofler), Rodriguez, Obert; Fazzini (22' st Felici), Winks (35' st Prati), Romano; Adopo, Trepy (9' st Maldini); Mendy (1' st Borrelli). A disposizione: Sherri, Radunovic, Mutandwa, Cavuoti, Aurelio, Liteta, Zappa, Akarakiri, Sulev, Grandu. Allenatore: Fabio Pisacane.
AREZZO (4-3-3): Nunziante; Renzi, Gilli (6' st Coppolaro), Illanes, Righetti (13' st Cagnano); Sala (28' st Mawuli), Chierico (13' st Iaccarino), Ionita; Tavernelli, Varela, Arena (28' st Cipriani). A disposizione: Serban, Seculin, Martinez, Leone, Pattarello, Chiosa, Viviani, Cortesi. Allenatore: Cristian Bucchi.
ARBITRO: Andrea Calzavara di Varese (Assistenti: Domenico Fontemurato di Roma – Andrea Zezza di Ostia; Quarto ufficiale: Davide Di Marco di Ciampino; Addetti al Var: Niccolò Baroni di Firenze – Federico Dionisi de L’Aquila).
RETI: pt 22' rig. Deiola (C).
NOTE: Ammoniti Righetti (A), Iaccarino (A).
Le scelte e la battaglia tattica Senza i centravanti di ruolo (con Cerri e Cianci fermi per affaticamento e Ravasio ai margini per motivi di mercato), Bucchi ha ridisegnato l'assetto affidandosi alla fantasia di un 4-3-3 dinamico. Al centro del progetto, la conferma di Chierico come play e l'emozionante ritorno in Sardegna da capitano di Artur Ionita, trascinatore lucido contro la sua ex squadra.
La partita si è subito accesa: dopo un brivido iniziale con un doppio palo del Cagliari che ha graziato la porta di Nunziante, l'Arezzo ha iniziato a macinare gioco. Poi, la svolta del match: un contatto in area tra Renzi e Deiola ha spinto il direttore di gara a indicare il dischetto. Un episodio "fiscale" che ha visto protagonista anche il Var: dopo una prima parata strepitosa di Nunziante sul rigore, il penalty è stato fatto ripetere per l'invasione dell'area, permettendo a Deiola di siglare la rete del vantaggio al secondo tentativo.
Coraggio e dubbi nella ripresa Nella ripresa, l'Arezzo non ha mollato un centimetro. Nonostante l'infortunio di Gilli che ha costretto Bucchi a inserire Coppolaro, gli amaranto hanno sfiorato il pareggio con Sala, la cui conclusione è stata deviata in angolo. Poco dopo, un nuovo, rovente episodio Var: l'arbitro aveva inizialmente assegnato un rigore all'Arezzo per un contatto su Sala, per poi revocare tutto dopo il richiamo del monitor. Una decisione che lascia l'amaro in bocca, ma che testimonia la costante proiezione offensiva della formazione amaranto.
Un'uscita a testa alta Il finale ha visto un Arezzo arrembante, capace di mettere in difficoltà i padroni di casa fino al fischio finale. Solo un prodigioso intervento di Nunziante nel finale ha evitato il raddoppio sardo, cristallizzando un 1-0 che sta stretto alla formazione di Bucchi. Se il risultato sorride al Cagliari, la sostanza dice che l’Arezzo è pronto per la Serie B: una squadra viva, organizzata e decisa a non recitare il ruolo di vittima sacrificale.
