Pari senza graffio a San Benedetto: un Arezzo bello a metà
Un Arezzo senza "cazzimma" sbatte contro il muro della Samb: al Riviera è solo 0-0
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Uno 0-0 che pesa, non tanto per il punto guadagnato in un campo storicamente ostile come il "Riviera delle Palme", quanto per la sensazione di un'identità che l'Arezzo sembra smarrire proprio nel momento cruciale della stagione. Davanti a oltre cinquemila spettatori e a una cornice di pubblico da categorie superiori, gli amaranto non riescono a graffiare, confermando un trend preoccupante: una squadra tecnicamente superiore, capace di condurre il gioco, ma che pare aver perso quella cattiveria agonistica necessaria per chiudere le partite.
IL TABELLINO
SAMBENEDETTESE (3-5-2): Cultraro; Pezzola, Lepri (1′ st Parigini), Dalmazzi; Zini, Toure (48′ st Marranzino), Maspero (30′ st Alfieri), Candellori, Piccoli; Eusepi, Semprini (17′ st Konate). A disposizione: Orsini, Dell’Oglio, Chelli, Lulli, Bongelli, Zoboletti, Stoppa, Chiatante, Martins, Lonardo. All: Roberto Boscaglia.
AREZZO (4-3-3): Venturi; Renzi, Gilli, Chiosa, Di Chiara (30′ st Coppolaro); Ionita, Guccione (13′ st Iaccarino), Chierico (13′ st Cortesi); Pattarello (42′ st Varela), Cianci, Tavernelli (42′ st Ravasio). A disposizione: Trombini, Galli, Casarosa, Mawuli, Gigli, Viviani, De Col, Arena. All: Cristian Bucchi.
ARBITRO: Dario Di Francesco di Ostia Lido.
NOTE: Spettatori 5.379. Ammoniti: Pattarello, Chiosa, Cortesi, Ionita.
Il Film della Gara: Dominio senza affondo
Cristian Bucchi ritrova Ionita a centrocampo dopo un mese, ma deve rinunciare allo squalificato Righetti, inserendo Di Chiara sulla corsia mancina. Proprio da quella fascia nascono i pericoli maggiori per la Samb. L'avvio è di marca amaranto: Tavernelli impegna Cultraro con un destro velenoso, poi è Ionita a fallire l'occasione più ghiotta del primo tempo, spedendo a lato di testa un cross perfetto di Di Chiara. Anche Cianci, poco prima dell'intervallo, sfiora il palo di testa, dando l'illusione di un Arezzo padrone del campo.
La ripresa si apre sulla stessa falsariga. Guccione va a millimetri dal vantaggio con un tiro al volo che lascia Cultraro di sasso, ma la palla sibila accanto al legno. La Sambenedettese di Boscaglia resta rintanata, affidandosi a rare folate come quella di Zini, che però non inquadra lo specchio.
Il Caos FVS: Decisioni e Polemiche
Il match si accende al 65’ per un episodio da moviola. Cortesi (subentrato a Chierico) cade in area dopo un tackle di Toure. L’arbitro Di Francesco indica il dischetto, ma Boscaglia gioca la "card" della revisione video. Dopo il consulto al monitor, la decisione viene clamorosamente ribaltata: punizione dal limite per la Samb e giallo per simulazione a Cortesi, che – beffa oltre il danno – salterà per squalifica il prossimo match contro il Livorno.
Bucchi mastica amaro, specialmente quando, poco dopo, la fortuna sembra girare: Eusepi trova il gol del vantaggio rossoblù su punizione, ma stavolta è l'Arezzo a chiedere il controllo FVS. L'arbitro ravvisa il fuorigioco dell'attaccante e annulla.
Un'identità da Ritrovare
Nel finale Bucchi tenta il tutto per tutto passando a un 4-2-4 ultra-offensivo con gli ingressi di Varela e Ravasio, ma i nove minuti di recupero non bastano a scardinare il muro marchigiano.
Il triplice fischio consegna un punto che lascia l’Arezzo a +3 sull'Ascoli, con lo spettro di un aggancio in classifica che renderebbe il finale di campionato un thriller psicologico. Al di là dei numeri, è l'atteggiamento a preoccupare: la squadra appare piatta, meno convinta dei propri mezzi e priva di quella "garra" che aveva caratterizzato la prima parte del torneo. Per mantenere il vantaggio negli scontri diretti e blindare la posizione, servirà un Arezzo diverso, capace di ritrovare la propria anima prima che sia troppo tardi.
