La "Cura Benedetti" rigenera l'Arezzo: scacco matto tattico al Vicenza.
Mentalità e coraggio: il capolavoro di Benedetti nel big match salvezza.
In un campionato difficile come quello di Serie B, le partite non si vincono solo nei 90 minuti di gioco, ma soprattutto durante la settimana. La vittoria dell’ACF Arezzo contro il Vicenza porta la firma indelebile di Mister Andrea Benedetti, capace di costruire un successo pesantissimo grazie a una preparazione meticolosa e a una gestione della gara lucida e coraggiosa.
Ecco come il tecnico amaranto ha costruito questo capolavoro tattico in chiave salvezza.
1. La preparazione: studio, intensità e pressione alta
Mister Benedetti sapeva che contro il Vicenza serviva una partita di "rottura". Durante la settimana, il lavoro si è concentrato su due pilastri fondamentali:
Pressione asfissiante sulle portatrici di palla: L'obiettivo era non far ragionare il centrocampo veneto. Lo si è visto fin dai primi minuti, con Termentini e Fortunati incaricate di aggredire alte le avversarie per recuperare palla nella loro metà campo.
Sfruttamento totale delle corsie esterne: Benedetti ha disegnato una squadra capace di allargare costantemente il gioco. L'insistenza nel servire Fortunati sulla fascia non è stata casuale, ma una precisa scelta tattica per creare superiorità numerica e costringere la difesa del Vicenza a scoprirsi.
2. La gestione dei calci piazzati: l'arma segreta
In partite così equilibrate e "sporche", gli episodi fanno la differenza. Benedetti ha dedicato sessioni specifiche agli schemi da fermo. Il gol del vantaggio di Tuteri è lo specchio di questo lavoro: una punizione telecomandata di Vlassopoulou e il movimento coordinato di Razzolini per la spizzata vincente. Un’azione da manuale che dimostra quanto la squadra sia sintonizzata sulle idee del mister.
3. Gestione della gara e lettura dei momenti
La vera forza di Benedetti si è vista nella capacità di leggere i flussi del match:
Freddezza nei momenti di sofferenza: Quando il Vicenza ha provato a reagire (specialmente dopo il miracolo di Di Nallo al 17'), la squadra non si è disunita. Il tecnico è stato bravo a mantenere le linee compatte, evitando che l'ansia da risultato prendesse il sopravvento.
Cambi strategici: L'inserimento di forze fresche come Blasoni e Ghio nella ripresa ha permesso all'Arezzo di mantenere alta l'intensità proprio quando le avversarie iniziavano a calare fisicamente, portando poi al raddoppio e al colpo del KO di Tamburini.
4. L'aspetto mentale: la "mentalità salvezza"
Oltre alla tattica, Benedetti ha lavorato sulla testa delle ragazze. Dopo due pareggi incoraggianti, serviva il guizzo per tornare alla vittoria. Il mister ha trasmesso quella "grinta amaranto" che ha permesso alla squadra di lottare su ogni pallone come se fosse l'ultimo, trasformando un match delicato in una prova di forza che proietta l'Arezzo verso acque decisamente più tranquille.
In sintesi
Andrea Benedetti ha vinto la partita a scacchi con il collega Viviani preparando una squadra cattiva sportivamente, tatticamente ordinata e spietata negli episodi. Con questo terzo risultato utile consecutivo, la cura Benedetti si conferma la medicina giusta per il cammino verso la salvezza.
