di Giorgio Ciofini : Virus guelfo o ghibellino?

Giorgio Ciofini :"Ma l’ora s’avvicina, bando alle ciance: è in arrivo il 4 maggio! Riacquisteremo finalmente la libertà".
24.04.2020 14:27 di Antonio Bruno   Vedi letture
Fonte: Giorgio Ciofini
di Giorgio Ciofini : Virus guelfo o ghibellino?

Da mesi infuria la battaglia a Campaldino. Sono tornati guelfi e ghibellini. Chi è per i Papa, chi per l’Imperatore, il Ghinelli a fare le veci di Buonconte e Guglielmino. Litanie ai Vespri e preghiere a mattutino: che la nostra Madonnina del Conforto ci protegga dal virus Saracino! Virus maledetto, ma anche benedetto per le prossime elezioni. Posticipata la Liberazione, dall’Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno, si pugna fino al 4 maggio.

Un giorno solo passa tra la gloria di Napoleone e chi muore oggi. Essi furono, pace all’anima loro, almeno i camion militari sono serviti a qualcosa e un minimo di giustizia è fatta. Tra trincee casarecce e quotidiani assalti all’arma bianca fiumi di grappa scorrono a medicare le ferite, nel quotidiano teatrino della politica, il consenso a depredare anche i caduti. Si combatte casa per casa, i tetti pieni di cecchini presunti. Bloccate le strade per Roma, elicotteri da combattimento su deserte spiagge a caccia di qualche runner solitario, droni su un untore sdraiato al sole. C’è un popolo intero da tenere al guinzaglio, con armi un po’ antiquate ma sempre buone a tagliar teste: hashtag bipenni, spadoni da web, accette social, squilli di tromba inauditi, archibugie, alabarde di Legnano tinte del sangue d’una Rsa (Residenze per Anziani Soppressi) di Milano, o di Canicattì.

L’Arno, il Tevere, l’Adige, il Volturno, la Dora Baltata che non si Ripara più, le ampolle del Po rubeste come l’Archiano il giorno di San Barnaba. L’Italia sigillata e i senzatetto liberi di morire di fame all’addiaccio. Salvini e l’immigrato nella stessa barca di Catone l’Uticense: “Libertà va cercando ch’è si cara, come sa chi per lei vita rifiuta” e pena di morte a chi sconfina duecento metri dall’abitazione. Come Jordi che uccise un cervo nel campo del Re, per impiccagione. Dotato il vigile di fettuccia di misurazione. Né i secoli, né i millenni, né le guerre e le rivoluzioni, né l’arte, né la scienza, né il pensiero e la storia degli uomini, sono valse a qualcosa. Né il grido che la terra Francia insanguinò: Libertà, Fraternità Uguaglianza, né l’anno che Colombo scoprì l’America (sia pure per errore).

Niente ci ha cambiato. Nulla ci ha guarito dalle nostre buaggini più arcaiche. Del resto, a regalarci lo Stato moderno, fu la ghigliottina. Da tanta cosa è nata la Modernità. Ma l’ora s’avvicina, bando alle ciance: è in arrivo il 4 maggio! Riacquisteremo finalmente la libertà, sia pure con la condizionale. Da ex carcerati, diventeremo conviventi. Noi e Lui. Purtroppo l’Unione non si celebrerà in Chiesa, per evitare assembramenti e si potrà consumare, solo dopo due tamponi negativi. Posti di blocco sulle arterie (anche venose) e droni vigileranno la luna di miele. Pedinati da Immuni (si spera) anche a letto, ma liberi di uscire di casa col Virus e la mascherina, conviveremo dunque incerti se gridare Vaffa o Alleluia, finchè morte o vaccino non ci separi. E dopo? Dipende da chi sopravvive.

Se sarà il Virus, nessun problema, a parte il trasporto delle salme. Viceversa i problemi saranno quelli di prima moltiplicati per dieci, tra Pil e Palle. I Ghibellini per la Finanza globale, i guelfi per il baratto e viceversa. Intanto, tra vecchi soldati in viaggio per Itaca, il porto, l’Umanità chiusa nell’antro del Ciclope Polifemo col Virus, è accomunata da un sogno: l’immunità di gregge si specchia nel gregge di una democrazia da pecore, sia detto con tutto il rispetto per le pecore. Ecco come siamo diventati e non diamo la colpa al Virus. Come ai tempi di Gregorio Magno, è toccato a un Papa fermare Attila sul Mincio. Ma il Diluvio continua e, non tornerà Noè con la sua Arca a salvare l’umanità, gettando a mare guelfi e ghibellini, privo il Patriarca del modulo di autocertificazione.