... con Claudio Ventrice al microfono di Aldo Tani

Claudio Ventrice, match analyst delle Badesse Calcio Lornano : " Più ho campo libero e più riesco a incidere, a questo livello i dettagli fanno la differenza".
13.08.2020 23:56 di Antonio Bruno   Vedi letture
Fonte: Ufficio Stampa Badesse Calcio Aldo Tani
... con Claudio Ventrice al microfono di Aldo Tani

Videocamera alla mano, è un occhio sempre vigile. Sul campo o davanti a un monitor, perché nel calcio attuale il match analyst è diventata una figura imprescindibile. Il Lornano Badesse Calcio ha deciso di giocarsi la carta Claudio Ventrice, reduce dall’esperienza alla Sangiovannese. Con l’inizio della preparazione, si è già calato nella parte, anche se il lavoro vero e proprio inizierà più avanti. Nel frattempo studia: le fortune del club biancazzurro passano anche dai suoi appunti.

Claudio, facevi già la serie D. Cosa ti ha convinto a scegliere Badesse?
«Il progetto sportivo e societario. Il direttore Manganelli mi ha spiegato l’idea che sta dietro a tutto. Sono rimasto impressionato dalla serietà. C’è un programma a lungo termine e ambizioni che vanno di pari passo alla fortificazione della base. Ero in una grande piazza, ma dopo due campionati a rincorrere la salvezza, cercavo maggiori sicurezze».

Quali sono le prime impressioni dopo due giorni di preparazione?
«Ho avuto la conferma che c’è grande voglia di ben figurare. La società è snella ma solida. Nello staff c’è gente con esperienza e i giocatori sono una garanzia, dato che molti di loro li ho studiati da avversario. La marcia in più però è il ritiro. Non è così scontato in questa categoria. Insomma, le basi ci sono. Sta a noi mettere il resto».

Sei già al lavoro?
«Domani inizierò a misurarmi con i portieri, insieme al loro preparatore. Qualcosa possiamo già fare. Per il resto della squadra credo che la mia attività inizierà con il ritiro. Però questi giorni sono importanti, perché mi servono come base per capire le volontà del mister e modellare il mio compito sul suo stile».

Cosa fa un match analyst?
«Intanto sarebbe meglio definirci video analyst, perché l’elemento essenziale è la videocamera. Il nostro lavoro si può svolgere su due fronti. Quello interno, quindi lo studio della squadra nelle partite e negli allenamenti su situazioni diverse, come i calci di fermo. Oppure il monitoraggio degli avversari. In entrambi i casi preparo video di una decina di minuti. Per dare un valore aggiunto alla squadra è fondamentale una stretta collaborazione con l’allenatore».

Nel calcio odierno quanto pesa la tua figura?
«Sarò di parte, ma direi che è fondamentale. L’allenatore e gli altri membri dello staff hanno già tantissimo da fare. Io, attraverso un programma specializzato, guardo fino a 10 partite a settimana e analizzo dati e situazioni. Il mister quando prepara la partita ha così un quadro esaustivo di ciò che si andrà a presentare in campo. Poi, entra in gioco il fattore umano. Quindi, la fiducia, la sintonia ecc…».

La tua esperienza cosa ti ha insegnato?
«Ho vissuto tecnici differenti, con approcci altrettanto diversi. Anche per conoscenza, so che all’inizio c’è un po’ di resistenza verso il nostro ruolo. Però passa velocemente. Di solito dopo pochi giorni tutti si rendono conto che noi siamo un valore aggiunto. Sta agli allenatori decidere come impiegarci. Non a caso il mio motto è sempre stato ‘noi presentiamo problemi e se ci viene chiesto, possiamo dare soluzioni’ ».

Puoi lavorare anche a stretto contatto con i giocatori?
«Dipende dalle volontà dello staff tecnico. E’ chiaro che più ho campo libero e più riesco a incidere. In passato all’intervallo mi è capitato di parlare direttamente alla squadra, di spiegare i video mentre l’allenatore dava altre direttive e così via. A questo livello i dettagli fanno la differenza e il mio obiettivo è sempre quello di agevolare chi è in panchina».

Quindi, cosa ti aspetti da questa stagione?
«Per le impressioni che ho avuto in questi giorni, direi tanto. Lo stop mi ha caricato ancora di più. Non vedo l’ora di rendermi utile. Poi, spero che arrivi anche il tempo di togliersi delle soddisfazioni. E se il Badesse farà bene, allora non sarò più un oggetto misterioso».