Serie D, Girone E: il labirinto toscano dove la Nuova Ternana cerca il riscatto
Verso la 2026/27: analisi tattica e geografica del Girone E di Serie D
Roma, 6 agosto 2026 – Con una diretta sulla pagina Instagram della Lega Nazionale Dilettanti che ha tenuto incollati migliaia di tifosi, il Dipartimento Interregionale ha finalmente svelato la composizione dei gironi per la stagione 2026/2027. La Serie D conferma il suo format massiccio: 162 squadre, nove gironi da 18 formazioni, che rendono questo torneo il cuore pulsante del calcio italiano, capace di unire 19 regioni e 81 province.
Al centro dell'attenzione c'è il Girone E, che per la prossima stagione assume un valore simbolico e tecnico di altissimo profilo, segnato dal ritorno della Nuova Ternana 1925. La storica società rossoverde, ripartita dopo la fusione tra Orvietana e Futsal Ternana, si prepara a vivere un campionato di quarta serie con l'obiettivo dichiarato di scalare le gerarchie.
Un girone geograficamente "anomalo"
La geografia del raggruppamento è un elemento che condizionerà non poco il cammino delle Fere. La Nuova Ternana si presenta come l'unica realtà umbra del gruppo, isolata strategicamente rispetto alle altre formazioni regionali dirottate nel girone F. La struttura del Girone E è, di fatto, un "monopolio toscano": ben 13 squadre provengono dalla regione di Dante, con l'aggiunta di una sola laziale (la Flaminia Civitacastellana) e un terzetto emiliano-romagnolo (Mezzolara, Progresso e Sasso Marconi), tutte in orbita bolognese.
La sfida delle nobili e la caccia al primato
La carta geografica tradisce subito l'alto coefficiente di difficoltà tecnico. Il girone non è solo terra di provincia, ma un palcoscenico che ospita piazze dal passato glorioso. Il Siena, con il suo blasone da Serie A, la Lucchese, reduce da una scalata vincente dall'Eccellenza, e il Prato, una delle realtà più strutturate e attive sul mercato, si candidano come i principali antagonisti della Ternana.
Non mancheranno, tuttavia, le cosiddette "mine vaganti": il Tau Altopascio e il Seravezza, club che negli ultimi anni hanno saputo costruire modelli gestionali solidi e competitivi, pronti a dare filo da torcere a chiunque. Per la Ternana, sarà un campionato di "prime volte": se contro Siena, Lucchese e Prato la storia insegna sfide epiche vissute anche in Serie B, contro realtà come il Mezzolara o il Sasso Marconi sarà un debutto assoluto, un'incognita che renderà ogni trasferta un test di maturità.
Una curiosità dal cuore del calcio toscano
In mezzo a questo scenario, spunta una nota di colore che non passerà inosservata ai tifosi umbri: il Grassina. La formazione del comune di Bagno a Ripoli, oltre a rappresentare una delle tre squadre dell'area fiorentina insieme a Scandicci e alla storica Rondinella Marzocco, condivide con la Ternana i colori sociali. Un "derby cromatico" che aggiunge fascino a un girone che, dal 6 agosto, è diventato il nuovo centro di gravità del calcio dilettantistico nazionale.
Le Fere sono chiamate all'impresa: il percorso verso la Serie C passa per la Toscana, ed è appena cominciato.
