Arezzo, il mercato entra nel vivo: ecco la strategia per la Serie B
L’Arezzo che verrà: missione cadetteria tra ambizione e pragmatismo
Il calciomercato è una partita a scacchi che si gioca sul filo del rasoio. Per l’Arezzo, reduce da una cavalcata trionfale, l’estate 2026 non è solo tempo di trattative, ma un vero e proprio banco di prova per la solidità del progetto. Con le conferme di Aniello Cutolo in sede di mercato e Cristian Bucchi in panchina, la proprietà ha tracciato il solco: la Serie B non è un traguardo, ma un palcoscenico su cui consolidarsi.
I primi squilli (Nunziante, Seculin, Illanes e Mena) hanno già dato una direzione chiara, ma per restare competitivi in un campionato ostico come la cadetteria, servirà un maquillage profondo. Ecco come si disegna il "cantiere" amaranto.
La parola d’ordine: Sfoltire per costruire
Per aggiungere qualità, bisogna prima far spazio. La rosa attuale necessita di una scrematura coraggiosa per permettere l’innesto di profili con il "passaporto" da Serie B.
Difesa: Sarà un reparto in transizione. Gli addii di Gigli e Casarosa sembrano inevitabili, con le posizioni di Coppolaro, Tito, Malvestuto e De Col sotto la lente d’ingrandimento.
Centrocampo: Il cuore del gioco chiede una rifondazione. Con gli addii previsti per Eklu, Guccione e Sani, il direttore sportivo dovrà lavorare su gerarchie completamente nuove.
Attacco: È qui che si misurerà l'ambizione. Salutati Capello e almeno uno tra Cianci e Ravasio, Bucchi avrà bisogno di interpreti più affini al suo 4-3-3 d'attacco.
Gli innesti strategici: qualità e "fame"
L’obiettivo del DS Cutolo è chiaro: coniugare l’esperienza di chi la categoria la conosce con la freschezza di chi ha voglia di esplodere.
Difesa (L’esperienza al comando): Masciangelo è il colpo ideale. Un terzino sinistro a parametro zero di questa caratura è un lusso che l’Arezzo deve tentare di regalarsi. Accanto a lui, il profilo solido di Frare (Pineto) garantirebbe fisicità, mentre Bergonzi (Atalanta U23) è la scommessa intelligente per la corsia di destra: un giocatore già temprato dal palcoscenico della B.
Centrocampo (Geometrie e gamba): La regia passa da Schiavi della Carrarese, il metronomo che manca per dare ordine. In mezzo al campo, il ritorno di Iaccarino (grazie al solido filo diretto con Napoli) darebbe continuità tattica, mentre Proia rappresenta la mina vagante: il giocatore perfetto per gli inserimenti e il feeling con la porta che serve in un centrocampo moderno.
Attacco (Il sogno e l'occasione): Okoro è il nome di punta, un centravanti moderno, sebbene difficile da strappare alla concorrenza. Ma il vero "botto" di fine mercato potrebbe essere Buso: un giocatore fuori categoria per inventiva, reduce da una stagione agrodolce, che ad Arezzo troverebbe l'habitat ideale per riscattarsi.
La bussola tattica: Verso il 4-3-3 di Bucchi
Se incastriamo tutti i pezzi, il disegno tattico dell'Arezzo 2026/27 prende una forma molto interessante:
AREZZO (4-3-3): Nunziante; Bergonzi, Illanes, Chiosa, Masciangelo; Chierico, Schiavi, Iaccarino; Arena, Okoro, Buso.
Un undici titolare che bilancia la rocciosità della difesa, la sagacia tattica in mediana e un tridente in grado di inventare calcio. È una squadra che non vuole solo salvarsi, ma che ha l’ambizione di giocare a viso aperto contro chiunque.
Il verdetto: Se il DS Cutolo riuscirà a concretizzare questi movimenti, l’Arezzo non sarà una semplice matricola, ma una formazione pronta a recitare un ruolo da protagonista. La rotta è tracciata, ora tocca al campo confermare le premesse.
