Benedetti, un piano quasi perfetto: la tattica amaranto mette all'angolo la Res Roma
L’Arezzo di Benedetti: Un piano quasi perfetto rovinato dal finale. L’analisi della gestione del match
Se il calcio fosse una scienza esatta, l'ACF Arezzo di Mister Andrea Benedetti oggi festeggerebbe tre punti pesanti. L’approccio alla gara contro la Res Roma ha mostrato una squadra preparata, capace di soffrire nei primi minuti per poi prendere il comando totale delle operazioni. Tuttavia, il finale concitato e la beffa del pareggio obbligano a una riflessione su una gestione che è stata "bella a metà".
Una preparazione tattica impeccabile
Benedetti ha impostato la gara sulla pressione e sulla verticalità. Nonostante il brivido iniziale di Palombi, il tecnico ha saputo mantenere la squadra alta, sfruttando al meglio le corsie esterne e la fisicità di Tamburini. La scelta di affidare a Vlassopoulou i calci piazzati si è rivelata vincente: il gol del vantaggio al 31’ è il manifesto del lavoro svolto in settimana a San Zeno.
Sotto la sua guida, l'Arezzo ha mostrato un'ottima compattezza difensiva per 89 minuti, con Di Nallo chiamata agli straordinari solo in una occasione nel primo tempo, segno di una fase di non possesso ben coordinata.
Il nodo dei cambi e il "killer instinct" mancato
Il limite della gestione Benedetti in questa sfida è stato probabilmente non riuscire a trasmettere quella cattiveria necessaria per chiudere il match. Nella ripresa l'Arezzo ha prodotto almeno tre palle gol nitide con Lazzari e Tamburini: in quel momento, la squadra avrebbe dovuto azzannare la partita.
Le sostituzioni sono arrivate forse con un tempismo che non ha premiato l'inerzia del match:
L'inserimento di Bossi per Corazzi all'80' mirava a dare freschezza, ma proprio negli ultimi dieci minuti la squadra ha perso quel filtro a centrocampo che aveva contenuto la Res fino a quel momento.
Il forcing finale della Res Roma ha colto la squadra un po' troppo arroccata, perdendo le distanze tra i reparti che erano state la forza del primo tempo.
Il finale nervoso: cuore e cuore oltre l'ostacolo
L'episodio dell'espulsione al 90' descrive perfettamente l'animus del tecnico: un uomo che vive la partita con un'intensità totale, forse troppa nel momento in cui la squadra avrebbe avuto bisogno di una guida lucida in panchina per gestire i 5 minuti di recupero.
Resta però la firma di Benedetti su una squadra che gioca un calcio propositivo e che ha saputo mettere alle corde un'avversaria ostica come la Res Roma. Se il palo di Ikeguchi al 94' ha evitato la beffa totale, il merito va anche a una squadra che, fino alla fine, ha "buttato il cuore oltre l'ostacolo", specchio fedele del carattere del proprio allenatore.
