Arezzo, il patto di Bucchi: gerarchie azzerate per la scalata verso Pesaro

Il tecnico amaranto ridisegna le regole dello spogliatoio: non contano i nomi, ma lo stato di forma. Al "Benelli" sarà una sfida di pura intensità agonistica.
16.01.2026 12:58 di  Antonio Bruno   vedi letture
Fonte: La Redazione di Sport a Km 0
Arezzo, il patto di Bucchi: gerarchie azzerate per la scalata verso Pesaro

L'Arezzo al bivio di Pesaro: il nuovo patto di Cristian Bucchi per la scalata finale

Nella quiete della vigilia che precede il viaggio verso l'Adriatico, il clima in casa Arezzo non è quello di chi si sente arrivato, ma di chi sa che il difficile comincia adesso. Cristian Bucchi ha parlato alla stampa con la serenità di chi ha le idee chiare, dipingendo la trasferta di Pesaro non come uno scontro bellico, ma come una sfida di nervi e pura intensità agonistica.

Il primo concetto che il tecnico ha voluto smontare è quello della "fuga". Per Bucchi, la classifica attuale è un'illusione ottica che non deve distrarre: i punti di vantaggio o svantaggio contano poco quando il valore delle contendenti è così livellato. Nella sua visione, Arezzo, Ravenna e Ascoli corrono sulla stessa linea d'ombra, tre forze equivalenti destinate a giocarsi il futuro sul filo dei dettagli.

Il nuovo codice dello spogliatoio

Il cuore del discorso di Bucchi si è però concentrato sulla gestione del gruppo. Il tecnico ha annunciato la fine di una fase e l'inizio di un'altra: se nel girone d'andata era necessario costruire un'identità e una struttura fissa, ora quel tempo è scaduto.

Davanti ai suoi ragazzi, l'allenatore ha sancito un patto di lealtà totale: le gerarchie sono azzerate. Non esistono più "titolari per diritto" o "riserve per abitudine", né contano i gradi di capitano o i titoli di capocannoniere. La maglia, d’ora in avanti, verrà assegnata solo in base alla condizione mostrata durante la settimana e alla compatibilità con il terreno di gioco o le caratteristiche dell'avversario. È un invito collettivo a non abbassare la guardia, perché la scelta degli undici iniziali per Pesaro è già presa, ma è maturata tra mille dubbi, segno che la competitività interna è altissima.

L'analisi della sfida: tecnica e velocità

Guardando al campo del "Benelli", Bucchi ha posto l'accento sulle insidie tecniche della Vis Pesaro, una squadra organizzata e capace di imporre duelli individuali serrati. Più che la fisicità, a preoccupare è l'adattamento rapido al terreno sintetico: con l'umidità della sera, il pallone diventerà una scheggia e la precisione tecnica degli amaranto dovrà essere superiore alla velocità della sfera.

In questo scacchiere, un ruolo chiave resta quello di Filippo Guccione. L'attaccante è descritto come l'elemento capace di rompere gli schemi grazie alla sua visione verticale, un equilibratore che però deve mantenere alta la tensione mentale per non diventare un alibi per i compagni.

Il mercato e la stima per l'avversario

Non è mancato un passaggio sul mercato, dove la società cerca un profilo ibrido: un centrocampista dinamico, capace di inserirsi e rompere le linee, pur senza essere una punta centrale. Una ricerca precisa per completare un mosaico che Bucchi preferisce delegare, per i nomi, al suo Direttore Sportivo.

Infine, un momento di sportività nel ricordare il passato comune con Roberto Stellone, oggi sulla panchina pesarese. Tra i due ex compagni di squadra, Bucchi non ha avuto dubbi nel riconoscere al suo avversario di domani un talento superiore ai tempi in cui entrambi calcavano i campi da gioco, nobilitando così una sfida che si preannuncia vibrante e dal sapore di alta quota.