L'impronta di Beoni: ordine, qualità e gestione dei ritmi
Beoni riprende il timone: così il Figline ha domato il Lanciotto
L'analisi del match evidenzia come l'impronta di Loris Beoni sia stata immediata, puntando su concetti chiari: equilibrio tattico, fraseggio nello stretto e una gestione dei momenti della partita da tecnico veterano.
Ecco i punti chiave della sua gestione:
1. Solidità e Approccio Mentale
Nonostante il Lanciotto abbia iniziato con aggressività, la squadra di Beoni non ha perso la calma. Il tecnico ha saputo trasmettere sicurezza al reparto difensivo, permettendo a Daddi e ai centrali di assorbire l'urto iniziale senza ricorrere a lanci lunghi e frettolosi, aspettando il momento giusto per prendere in mano il pallino del gioco.
2. Il "Dialogo" tra le Linee
La chiave del vantaggio risiede nella libertà di movimento concessa a Betti e Pecci. Beoni ha chiesto ai suoi giocatori di qualità di trovarsi e scambiare palla rapidamente (come visto nell'azione del gol al 35’). Questo tipo di gioco ha messo in crisi il sistema difensivo del Lanciotto, incapace di leggere i continui inserimenti dei centrocampisti e delle punte.
3. Gestione del Vantaggio e Cambi Strategici
Nella ripresa, Beoni ha dimostrato di voler chiudere la gara senza però sbilanciare la squadra. Ha mantenuto alta la pressione, portando il Figline a sfiorare il raddoppio in più occasioni.
I cambi al 70’: Gli inserimenti di Bibaj e Cappelli sono serviti a mantenere l'intensità alta nel momento di massimo sforzo del Lanciotto.
La difesa del risultato: Negli ultimi minuti, la gestione dei cambi (Adami e poi Gucci) è stata accorta, servendo a spezzare il ritmo avversario e a blindare tre punti d'oro.
In sintesi
Beoni ha presentato un Figline propositivo ma equilibrato. La squadra non ha solo vinto, ma ha convinto per la mole di occasioni create (soprattutto con Betti e Verdelli), segno che il tecnico ha già lavorato molto sulla fase offensiva e sulla fiducia dei singoli.
