Nuovo Stadio Arezzo: il Comune avvia l'esproprio dell'antistadio

L’esproprio dell’antistadio dà concretezza a quanto già previsto dal Piano Regolatore: una svolta necessaria per la sicurezza e la modernizzazione dell'intera area sportiva
08.02.2026 12:07 di  Antonio Bruno   vedi letture
Fonte: La Redazione di Sport a Km 0
Nuovo Stadio Arezzo: il Comune avvia l'esproprio dell'antistadio

Nuovo Stadio Arezzo: al via la procedura di esproprio per i "Campini" dell'antistadio

Il progetto per il nuovo stadio dell'Arezzo entra in una fase operativa cruciale. La Giunta comunale ha ufficialmente approvato la delibera che dà il via all'iter per l'esproprio delle aree dell'antistadio, un passaggio fondamentale per dotare l'impianto delle infrastrutture necessarie alla categoria superiore.

La svolta amministrativa: parcheggi e viabilità

Il provvedimento sancisce l'acquisizione al patrimonio pubblico dei terreni che ospitano i campi "Mario Lebole" e "Guerrino Zampolin", oltre a una particella situata alle spalle della curva Maratona.

Non si tratta di una decisione estemporanea: la trasformazione di quest'area è una scelta coerente con quanto già delineato dagli strumenti urbanistici del Comune. Il Piano Regolatore, infatti, prevedeva da tempo che questi spazi fossero destinati a servizi logistici. Lì sorgeranno la nuova viabilità e, soprattutto, un'area di sosta strutturata per la tifoseria ospite, risolvendo definitivamente le criticità legate all'ordine pubblico e al filtraggio durante i match ad alto rischio.

La fine di un'era: tra memoria e incuria

L'antistadio ha rappresentato per decenni il cuore pulsante del quotidiano amaranto. Per generazioni di tifosi, il "Lebole" e lo "Zampolin" sono stati il luogo del contatto diretto con la squadra: bastava appostarsi lungo la rete di viale Gramsci per seguire gli allenamenti e scambiare battute con i calciatori.

Tuttavia, il fascino romantico si è spesso scontrato con una realtà gestionale complessa. Essendo i terreni di proprietà privata, il loro utilizzo è stato negli anni oggetto di una continua altalena di affitti, costi di gestione elevati e periodi di abbandono. L'incuria ha spesso preso il sopravvento, con episodi rimasti nella memoria cittadina come la pulizia d'urgenza nel 2012 per la visita di Papa Benedetto XVI o il singolare ritrovamento di un capriolo intrappolato tra le erbacce dell'antistadio proprio una decina di anni fa.

Verso il professionismo moderno

Con il trasferimento del quartier generale tecnico a Rigutino, l'esigenza di avere campi di allenamento in viale Gramsci è venuta meno. L'avvio dell'esproprio chiude quindi un ciclo storico, trasformando un'area privata frammentata in un asset strategico per la pubblica utilità.

L'operazione è il segnale tangibile che la macchina del nuovo stadio è in movimento: l'Arezzo del futuro sacrifica i campini della nostalgia per guadagnare la solidità logistica necessaria per competere stabilmente nei piani alti del calcio italiano.