L'Arezzo non cambia pelle: Bucchi blinda lo 0-0 e protegge il primato
Bucchi sceglie la coerenza: un punto di marmo per blindare la vetta
In una serata dove il pallone pesava come piombo e il sintetico di Guidonia nascondeva insidie a ogni rimbalzo, l'Arezzo di Cristian Bucchi ha dato una lezione di realismo. Non è stata la serata del "bel gioco", ma quella della tenuta nervosa. Nonostante le difficoltà e una manovra meno fluida del solito, il tecnico amaranto ha scelto di non snaturare la squadra, mantenendo fede al suo 4-3-3 dall'inizio alla fine, convinto che la stabilità fosse l'unica medicina contro il rischio di un tracollo.
La fedeltà al sistema: un 4-3-3 di trincea
Mentre la partita diventava una battaglia di duelli individuali e falli tattici, Bucchi ha resistito alla tentazione di stravolgere l'assetto. Anche quando ha operato i cambi, lo ha fatto per inserire forze fresche mantenendo i riferimenti certi. L'ingresso di Gigli per Tito non ha cambiato lo spartito: Coppolaro si è spostato a destra, ma la linea a quattro è rimasta il pilastro su cui poggiare la resistenza.
Davanti, il cambio tra Ravasio e Cianci è stato una staffetta di muscoli: Bucchi ha chiesto alla punta di riferimento di continuare il lavoro di sponda e protezione del pallone, cercando di alzare il baricentro senza però sbilanciare i tre di centrocampo.
Gestione lucida in una serata "no"
Il merito del mister è stato quello di leggere la serata: ha capito presto che l'Arezzo non avrebbe dominato il campo con il consueto palleggio. Invece di forzare la mano con moduli ultra-offensivi che avrebbero potuto spaccare la squadra in due, ha chiesto ai suoi di restare compatti.
Il rigore parato da Venturi è stato il segnale: in serate così, l'importante è non perdere. Bucchi ha trasmesso alla squadra la calma necessaria per non farsi prendere dalla frenesia, accettando i duelli fisici e portando a casa uno 0-0 che, visti i risultati degli altri campi, vale oro colato.
Missione compiuta: il primato è al sicuro
Con il pareggio del Perugia contro il Ravenna, l'Arezzo mantiene il suo prezioso tesoretto di vantaggio. Blindare la prima posizione significa anche questo: saper soffrire con umiltà in trasferte ostiche, senza perdere l'identità tattica. Bucchi esce da Guidonia con la conferma che la sua squadra sa essere "brutta, sporca e cattiva" quando serve, ma soprattutto che la classifica continua a sorridere agli amaranto.
