La scacchiera di Bucchi: così il tecnico amaranto ha imbrigliato la Pianese
La scacchiera di Bucchi: studio, solidità e gestione dei momenti
Se l'Arezzo continua a correre in vetta, il merito è in gran parte della maturità tattica impressa da Cristian Bucchi. La vittoria contro la Pianese non è stata solo figlia degli episodi, ma di una preparazione meticolosa e di una lettura della gara che ha permesso di annullare le insidie del 3-5-2 di Birindelli.
1. La preparazione: pressing alto e catene laterali
Bucchi ha preparato il match con un obiettivo chiaro: togliere ossigeno alla fonte del gioco bianconero. Sin dai primi minuti, l'Arezzo ha attuato un pressing ultra-offensivo. Il tridente Pattarello-Ravasio-Tavernelli non si è limitato ad attendere, ma ha aggredito i tre centrali della Pianese, costringendoli spesso al rilancio lungo, facile preda dei centimetri di Gilli e Chiosa.
Sulle fasce, Bucchi ha chiesto un lavoro extra ai suoi terzini. L'idea era quella di creare superiorità numerica con le sovrapposizioni di Righetti e Coppolaro, costringendo gli esterni della Pianese a restare bassi, trasformando di fatto il loro 3-5-2 in un ben più timido 5-3-2.
2. La gestione del vantaggio e il "muro"
Dopo il gol dell'1-0 di Pattarello, Bucchi ha dimostrato di aver lavorato profondamente sulla fase di non possesso. Invece di chiudersi troppo presto, ha chiesto alla squadra di restare corta. Quando la pioggia si è fatta più scrosciante e il campo più pesante, il tecnico ha abbassato leggermente il baricentro, invitando la Pianese a scoprirsi.
L'imbattibilità di Venturi (510 minuti) non è un caso: è il risultato di una fase difensiva che coinvolge anche i centrocampisti. Ionita e Chierico hanno agito come "schermi" davanti alla difesa, permettendo ai centrali di concentrarsi solo sulle marcature preventive.
3. I cambi: la mossa che ha chiuso i giochi
La vera firma di Bucchi sulla partita è arrivata nella ripresa. Nel momento di massimo sforzo della Pianese, con Coccia che spingeva forte a sinistra, l'allenatore amaranto non ha esitato:
L'inserimento di De Col: Ha dato più esperienza e fisicità per arginare le folate offensive avversarie.
La staffetta Ravasio-Cianci: Una mossa magistrale. Con un Ravasio stanco dopo tanto lavoro sporco, Bucchi ha inserito la freschezza e la cattiveria agonistica di Cianci. Il nuovo entrato ha sfruttato la stanchezza della difesa ospite per involarsi e procurarsi il secondo rigore.
Conclusione: un Arezzo "camaleontico"
Bucchi sta dimostrando di saper vincere in modi diversi: con il bel gioco quando possibile, o con cinismo e sofferenza quando la partita lo richiede. La gestione dei momenti emotivi – come il gol annullato a Ravasio che poteva destabilizzare la squadra – testimonia la grande tenuta mentale che il tecnico ha saputo trasmettere al gruppo.
