L’Arezzo di Bucchi è una macchina perfetta: attacco record e muro invalicabile
L’Arezzo dei record: la gestione Bucchi e la formula dell’imbattibilità
Se la vittoria di Carpi ha il sapore della storia, il merito va ascritto alla meticolosa preparazione tattica di Cristian Bucchi. L’Arezzo che sbanca il "Cabassi" non è solo una squadra cinica, ma un collettivo che incarna perfettamente l’equilibrio tra una potenza offensiva devastante e una solidità difensiva che sta riscrivendo le statistiche del girone.
Un attacco cooperativo: la cooperativa del gol
I numeri parlano chiaro: con 45 reti realizzate, l'Arezzo vanta il miglior attacco della Lega Pro. La forza di Bucchi è stata quella di non rendere la squadra dipendente da un solo terminale, ma di costruire una "cooperativa del gol" che vede ben 10 calciatori diversi a referto.
Pattarello (11 reti): Il leader tecnico e trascinatore, sempre più decisivo.
Cianci (8 reti): Il peso massimo dell’area di rigore.
Tavernelli (7 reti) e Ravasio (6 reti): Gli alfieri di un tridente che non dà punti di riferimento.
Il fattore Guccione: Con la perla di Carpi, il "play" amaranto sale a quota 2 gol stagionali, confermando come la pericolosità dell’Arezzo arrivi anche dalla mediana e dai calci piazzati.
La metamorfosi difensiva: il muro dei 600 minuti
Mentre l’attacco si prende le copertine, è in difesa che Bucchi ha costruito il vero capolavoro di equilibrio. A Carpi, l’Arezzo ha superato la soglia dei 600 minuti di imbattibilità. Un dato impressionante che nasce da una gestione oculata dei rientri e dei nuovi innesti.
Fondamentale è stato il ritorno di Renzi nel suo ruolo naturale di esterno basso: la sua capacità di spinta, abbinata a una ritrovata disciplina in fase di ripiegamento, ha ridato simmetria al 4-3-3. Bucchi ha saputo leggere i momenti della partita, abbassando il baricentro quando il Carpi premeva e inserendo forze fresche come il debuttante Di Chiara per sigillare la fascia sinistra nell'assedio finale.
La gestione strategica: il "Piano Bucchi"
La partita di Carpi è stata preparata per colpire a freddo e gestire i ritmi. La scelta di pressare alto nei primi 120 secondi ha prodotto il corner del vantaggio, permettendo poi alla squadra di giocare di rimessa, sfruttando la velocità di Pattarello e Tavernelli.
Bucchi ha dimostrato grande intelligenza emotiva e tattica:
Rotazioni intelligenti: Ha concesso minuti a chi rientrava (Renzi e Mawuli), gestendo i carichi in vista del finale di stagione.
Lettura dei cambi: L’inserimento di Ionita e il passaggio a una gestione più conservativa nella ripresa hanno spento le velleità emiliane, nonostante il brivido del palo finale.
L'Arezzo oggi è una macchina che sa quando accelerare e quando "sporcarsi le mani". Con una difesa impermeabile e un attacco che segna in ogni modo, il primato a +10 è la naturale conseguenza di una squadra che gioca a memoria sotto la guida sicura del suo allenatore.
