... con Eleonora Marchiando ostacolista e velocista

Eleonora Marchiando a SuperNews: “Obiettivo per Tokyo? Scendere sotto i 55 secondi. Grandi soddisfazioni dagli Europei U23, l’atletica italiana sta crescendo”
18.07.2021 13:21 di Antonio Bruno   Vedi letture
Fonte: Ufficio Stampa SuperNews
... con Eleonora Marchiando ostacolista e velocista

SuperNews ha intervistato Eleonora Marchiando, ostacolista e velocista classe 1997 di Aosta. L’atleta azzurra, che fa parte della ASD Atletica Sandro Calvesi, domenica 27 giugno ha vinto l’oro ai Campionati Italiani Assoluti di Rovereto nei 400 metri ostacoli, realizzando il tempo minimo di 55”16, che le permetterà di partecipare a Tokyo 2020, la sua prima Olimpiade.

Eleonora, in una recente intervista hai dichiarato di esserti avvicinata al mondo dell’atletica leggera a causa di un infortunio, e che prima di questo sport praticavi il basket. Cosa ti ha spinto, poi, a scegliere proprio l’atletica? Cosa ti piace di questa disciplina?
Sì, l’infortunio è stata un po’ l’occasione di svolta, quella che mi ha fatto passare definitivamente dal basket all’atletica. Tuttavia, io ho sempre fatto gare di atletica, sia con la scuola, con gli studenteschi, sia con la squadra alla quale ero già iscritta: non mi allenavo con loro, ma ogni tanto gareggiavo, quindi sono sempre stata in questo mondo. Le sensazioni che dà la corsa sono stupende: l’adrenalina della gara, il pubblico, le tante persone che questo sport ti permette di conoscere, mi piace tutto dell’atletica. È uno sport individuale, ma c’è tanto gruppo ugualmente, sia in allenamento che nelle competizioni. Magari non si gioca insieme, ma la squadra c’è.

Sei tra i 76 atleti selezionati per la squadra olimpica italiana che sarà protagonista ai prossimi Giochi Olimpici di Tokyo. Correrai i 400 metri ostacoli e probabilmente per la staffetta 4×400. Per quale delle due prove si senti leggermente più pronta, o semplicemente, in quale delle due ti senti un po’ più forte?
Per la staffetta siamo state convocate in 9, ma ancora non si sa chi prenderà parte alla gara, le formazioni le comunicheranno più avanti. In entrambi i casi si tratta sempre dei 400 metri, quindi la preparazione resta la stessa: nella gara individuale ho gli ostacoli da superare, e si tratta di una corsa in solitaria, quindi una gara che si fa prima di tutto contro se stessi e poi contro gli altri, mentre la staffetta è differente, ed è bellissima, perché è la squadra che ti spinge, però, in questo caso, l’atleta ha una responsabilità in più, quella verso la squadra. In ogni caso, mi sento pronta per entrambe le corse.

Che ricordi hai della giornata della tua convocazione? Che emozione hai provato?
Il 27 giugno ho realizzato il tempo minimo, 55”16, ai Campionati Italiani Assoluti di Rovereto. È stato un momento bellissimo, ho raggiunto un risultato che già mi proiettava in lista. Le convocazioni sono uscite dopo, ed è stata un’emozione fortissima vedere il proprio nome tra gli atleti convocati. Sapere di essere in squadra ti carica, anche dal punto di vista mentale, e negli allenamenti hai una grandissima motivazione che ti permette di migliorare le tue prestazioni in vista dei Giochi Olimpici.

Esatto, la grande prova di cui sei stata protagonista a Rovereto e il minimo raggiunto nei 400 metri ostacoli (55”16) ti permetteranno di volare in Giappone. Ti aspettavi di realizzare un tempo così o sei ancora sorpresa? In quelle frazioni di secondo, mentre correvi, hai creduto anche solo per un momento che avresti vinto la gara?
Per quanto riguarda il tempo, avevo corso in due o tre meeting, prima di Rovereto, e in una di queste gare ero riuscita a scendere sotto i 56 secondi, ma mancavano ancora 3/10 al minimo. Così, ho continuato a gareggiare per testare questo minimo, che non sono riuscita a raggiungere. I Campionati Italiani erano un po’ l’ultima occasione. Devo dire che mi aspettavo di riuscire nell’impresa, perché sapevo di star bene, ma c’è sempre una grande differenza tra la consapevolezza di poterlo realizzare e realizzarlo effettivamente in gara. Speravo di farcela, ma non avevo sicurezza di riuscirci, dal momento che gli ostacoli implicano sempre tante incognite. Durante la gara ho pensato poco, questa volta. È stato tutto molto bello perché istintivo. Nello scatto finale ho pensato solo a vincere, la riuscita del tempo minimo l’ho realizzata a posteriori.

Oltre alla velocità e all’agilità, in cosa deve essere brava un’atleta che corre i 400 metri ostacoli?
È una gara in cui si combinano velocità, forza, ritmica e consapevolezza spazio-temporale rispetto all’ostacolo: un ostacolista, infatti, deve avere la costante percezione di sé, di dove si trova, deve sapere se allungare il passo o stringere, deve sapere cosa fare davanti all’ostacolo, come superarlo senza prendere velocità. Dal momento che parliamo dei 400 metri, direi anche che sia fondamentale la resistenza.

Quella di Tokyo 2020 sarà la tua prima Olimpiade, e un evento sportivo di questa portata inevitabilmente tocca corde emotive anche a noi sconosciute. Trattandosi della tua prima esperienza, come ci si prepara da un punto di vista mentale? Come stai vivendo questa attesa? Alla tua età, rappresentare l’Italia ad un’Olimpiade è qualcosa che genera più tensione o motivazione?
Quest’anno è stato un anno molto emotivo e pieno di sorprese per me, perché ho esordito con la maglia azzurra assoluta, ed è stata un’emozione molto forte. Poi, ho raggiunto anche la partecipazione a Tokyo 2020, di una carica emotiva ancora maggiore. In realtà, adesso mi sento tranquilla, sono serena e mi sto allenando bene. Sicuramente saranno gare in cui ci sarà tanta tensione, ma anche la consapevolezza di avere un’occasione immensa, perché poter partecipare ad un’Olimpiade è un po’ il sogno di tutti gli atleti. Sento un mix tra sana agitazione e volontà di fare bene, di sfruttare al massimo questa occasione, rappresentando al meglio l’Italia.

Da sportiva, quale credi che sia il tuo punto di forza?
Credo la determinazione, una qualità che in gara fa la differenza. È fondamentale essere stabili, consapevoli e determinati a raggiungere i propri obiettivi, anche e soprattutto in allenamento, dove si testano le prestazioni che spesso non vanno come si vorrebbe.

Cosa ne pensi dell’atletica leggera italiana? L’Italia è rappresentata da tanti atleti talentuosi: proprio due giorni fa, a Tallin, dopo la doppietta Sabbatini- Zenoni, rispettivamente oro e argento nei 1500 metri, anche Simone Barontini è diventato campione europeo Under 23 negli 800 metri. Credi che la nostra nazione possa ambire a qualche medaglia in questa Olimpiade?
L’atletica italiana, sia a livello giovanile che assoluto, sta crescendo, e questo è testimoniato dai risultati raggiunti ieri negli Europei U23 e dalla gioia che ci ha regalato questo weekend, in cui sono arrivate tante medaglie, tanti primi posti e anche qualche record italiano U23. Questi sono degli ottimi segnali, vuol dire che l’atletica italiana c’è, che sta crescendo soprattutto con i giovani, alcuni dei quali stanno passando al livello assoluto. Questi risultati sono fortemente positivi, fanno bene a tutto il movimento. Per quanto riguarda l’Olimpiade, credo ci sia qualche atleta che possa puntare alla medaglia, così come penso che ci saranno degli azzurri che disputeranno finali. Speriamo bene.

Che cosa ti spetti da Tokyo 2020? Quali obiettivi vorresti tanto raggiungere?
Personalmente, punto a migliorarmi. Il mio obiettivo è quello di scendere sotto i 55 secondi: non sarà facile, però ci sto lavorando. Inoltre, sarebbe molto bello passare il primo turno e arrivare in semifinale, ma si tratta pur sempre delle Olimpiadi, quindi non sarà semplice. Non mi resta che lavorare e sperare di raggiungere questi traguardi.