... con Mister Pier Francesco Battistini

Pier Francesco Battistini :"L'aiuto dello Stato sarà necessario, soprattutto in un'ottica della valenza sociale che lo sport in generale ha".
27.04.2020 21:40 di Antonio Bruno   Vedi letture
Fonte: La Redazione di Sport a Km 0
... con Mister Pier Francesco Battistini

Come va Pier Francesco, in questi giorni di quarantena per tutti noi, come ti sei organizzato. questa che sta per iniziare è la settimana decisa che ci dovrebbe portare al nostro D – Dey del prossimo 4  maggio con i primi segnali e le prime disposizioni di ripartire a livello lavorativo .. per ritornare a far muovere la nostra economia ed appropriarci delle nostre vite, insieme alle nostri passioni, tu in che misura sei fiducioso.

Caro Antonio, un saluto caro a te e a tutti gli utenti di Sportkm0.                                                                                                                                        In queste sei settimane come tutti gli aretini, visto che i numeri sono al momento dalla nostra parte, rispettando le regole e cercando di usare questo "forzoso" tempo libero al meglio, in attesa di tempi migliori. Ma... ringraziando sempre per la salute che ci è concessa. Siamo a ridosso del 4 Maggio, è vero, ma l'impressione è che dovremo ancora prestare molta attenzione ai nostri comportamenti, anche se è davvero dura. Il nostro senso civico e la consapevolezza della necessità di sacrifici individuali per il bene collettivo dovrà guidarci.

Sui campionati naturalmente si sa ancora molto poco, anche se, l'orientamento della Lega Nazionale di serie D sembra essere orientata a  promuovere le prime in classifica, un po', come la soluzione avanzata qualche settimana fa dalla Lega di Serie B.

E' difficile dire cosa succederà: il nostro calcio è governato da 4 leghe(!) ed ognuna mi sembra agisca non in sinergia con le altre. A mio parere, a meno di pochissimi casi di classifica che matematicamente sanciscono il risultato sportivo, sia positivo che negativo, il mio pensiero è che i campionati non conclusi, vadano annullati; troppe sarebbero le discussioni che potrebbero sorgere da una promozione o una retrocessione decisa a tavolino, con molti punti ancora in palio nelle giornate non giocate. Come ho detto prima, per quanto riguarda il senso civico, bisogna uscire dall'ottica della scelta più conveniente per il singolo e pensare in maniera più globale. Certo è che ci adegueremo a qualsiasi decisioni saranno prese Federalmente, e credo personalmente che sia l'ora di cominciare a pronunciarsi a riguardo, vista la quantità di persone che aspettano di conoscere il proprio futuro calcistico.

E .. in attesa di capire come va a finire questa stagione è giusto cominciare a programmare il futuro dove si potrebbero creare due scenari, il primo nel pensare a favorire delle fusioni con le Società vicine ed unire le forze che porterebbe garantire ad un' unica Società di avere più impianti sportivi a disposizione e sfruttare meglio il Settore Giovanile. La seconda opportunità che potrebbe rinforzare il progetto delle fusioni è la scelta di  coinvolgere le famiglie dei tesserati in una public company tipo Barcellona per sostituire gli sponsor ?  Magari con l'aiuto dello Stato nel defiscalizzare le quote associative.

Non sono ferratissimo dal punto di vista amministrativo per rispondere in maniera dettagliata alla tua domanda; però ragionando sulle espressioni calcistiche del nostro territorio, soprattutto a livello di settore giovanile, penso che l'idea di unire le forze per migliorare qualitativamente l'offerta formativa, sia assolutamente necessaria, visto che le risorse a disposizione diminuiranno notevolmente. Mi piace molto l'idea di public company nel calcio, ma ritengo che culturalmente siamo molto lontani dal modello che hai citato; per far ciò, bisognerebbe rifondare il movimento fondandolo sulla base, non sul vertice come siamo abituati in Italia.

L'aiuto dello Stato sarà assolutamente necessario, soprattutto in un'ottica della valenza sociale che lo sport in generale ha, in un momento di ripartenza come quello che ci attende.

 Una domanda che faccio io, che vuole essere una provocazione, è la seguente: da quanto tempo non esce dal nostro territorio un numero significativo di giocatori di alto livello? Possibile che ai  numeri altissimi di ragazzi che frequentano le varie scuole calcio non corrisponda proporzionalmente un numero adeguato di calciatori professionisti? Io credo che questa sia una domanda necessaria, perché se è vero che il fuoriclasse nasce già pronto, il talento è un fiore che cresce nei posti più impensati, ed ha bisogno solo di essere scoperto e coltivato.

Se ne parlava prima.. questo è anche il momento di programmare il proprio futuro e in questa direzione come pensi di proporti al calcio.

In questo momento, sono sincero Antonio, non riesco a pensare al futuro, perchè non credo sia possibile fare programmi considerando il calcio come un lavoro, a meno di non lavorare in serie A o B. Il calcio, anche a livello di lega Pro e serie D, subira un ridimensionamento importante. Cominceremo a pensare al futuro quando le ruote del meccanismo ricominceranno a girare ed il nostro stato d'animo sarò più sereno e rilassato per dedicarci di nuovo allo sport che amiamo,