Bucchi, scacco matto al "Morgagni": la vittoria del coraggio
La mano di Bucchi sulla rimonta: scelte azzeccate e nervi saldi
L'impresa dell'Arezzo allo stadio "Morgagni" di Forlì non è stata solo farina del sacco dei singoli, ma il risultato di una gestione tecnica lucida e coraggiosa da parte di Cristian Bucchi. In una partita che sembrava un vicolo cieco, l'allenatore amaranto ha saputo leggere i momenti, correggere l'assetto e, soprattutto, mantenere la calma quando i nervi rischiavano di saltare.
Ecco un'analisi della gestione tattica e psicologica di Bucchi durante il match:
1. La gestione dello svantaggio: Calma e Manovra
Nonostante il gol a freddo di Franzolini e il rigore concesso (poi parato da Venturi), Bucchi non ha ceduto alla tentazione di stravolgere subito il suo 4-3-3. Ha chiesto ai suoi di non perdere la bussola e di continuare a cercare le fasce.
La chiave è stata la fiducia data a Righetti e Pattarello: Bucchi ha isolato il suo numero 10 nell'uno contro uno, consapevole che dalla sua qualità sarebbe nato il pareggio. Il gol dell'1-1, arrivato con un cross basso e un velo intelligente di Mawuli, è il manifesto del calcio cercato dal tecnico: ampiezza, inserimenti e gioco corale.
2. Il "Capolavoro" nei cambi: Reazione all'emergenza
Il momento della verità per Bucchi è arrivato al 35' della ripresa. Con l'espulsione di Gilli e la squadra in dieci, il rischio di chiudersi a riccio e subire il forcing del Forlì era altissimo. Qui il tecnico ha fatto tre scelte decisive:
Il debutto di Coppolaro: Non ha esitato a lanciare nella mischia il nuovo acquisto, arrivato solo pochi giorni prima dalla Salernitana. Una mossa rischiosa ma necessaria per ridare equilibrio alla difesa.
Il sacrificio di Pattarello: Togliere il giocatore più talentuoso per un difensore è stata una scelta di puro pragmatismo, volta a blindare il risultato prima di provare l'ultimo affondo.
La posizione di Chierico: L'inserimento di Chierico a metà ripresa ha dato nuova linfa e qualità sui calci piazzati, proprio da un suo spiovente è nata l'azione del gol vittoria.
3. La metamorfosi di Mawuli
Il merito più grande di Bucchi a Forlì è stato forse la gestione di Mawuli. Il ghanese, apparso talvolta fuori dai radar nelle scorse uscite, è stato rigenerato dal tecnico. Bucchi gli ha chiesto di agire da "equilibratore" e incursore aggiunto.
Il gol al 91' non è solo un colpo tecnico, ma il segno di una squadra che, sotto la guida di Bucchi, ha ritrovato la fame. Anche in dieci, l'Arezzo non si è accontentato del pari, cercando la verticalizzazione che ha portato alla punizione decisiva.
In sintesi: Una vittoria "da panchina"
Se l'Arezzo è tornato al primo posto, lo deve alla capacità di Bucchi di non farsi travolgere dagli eventi avversi (rigore contro, svantaggio, espulsione). È stata una vittoria di nervi saldi e di scelte azzeccate nei momenti di massima pressione, il segnale più chiaro che la squadra segue il suo allenatore senza riserve.
