... con Mister Enrico Testini per ricordare la sua espereinza a Chiusi.

Nell' intervista di Stefano Bertini, il Tecnico Enrico Testini, parla anche dei contatti con altre Società, di spessore, come il Real Madrid.
14.07.2019 14:00 di Antonio Bruno   Vedi letture
Fonte: Stefano Bertini
... con Mister Enrico Testini per ricordare la sua espereinza a Chiusi.

_ Enrico Testini, vuoi trarre un bilancio di questo tuo intenso anno a Chiusi?

_ Il bilancio della stagione a Chiusi, a mio parere, è eccellente: la squadra biancorossa, grazie all’ impegno dello staff e soprattutto dei ragazzi, è cresciuta gradualmente tantissimo ed ha acquisito un’ impronta di gioco ed una quadratura importanti tanto da raggiungere una salvezza anticipata e meritatissima in un Girone dove quasi tutte le compagini avevano investito tanto, puntando ai play – off o al salto di categoria.

_ Alla fine, hai ottenuto la salvezza senza dover ricorrere ai play – out. 42 punti sono un buon bottino o si poteva fare meglio? Ricordiamo che alla fine la squadra è arrivata alla pari del Soci, una delle favorite del Campionato, ed soli 5 punti dalla zona play – off.

_ Secondo me, è stato fatto il massimo, forse anche di più. Il Chiusi aveva bisogno prima di tutto di ritrovare un’ identità dopo un play – out e la precedente retrocessione dall’ Eccellenza, aveva cambiato praticamente quasi tutto: Direttore Sportivo, Allenatore, Staff Tecnico, e l’ addio di alcuni giocatori, su tutti di Bastianelli, autentico trascinatore e Bomber delle ultime stagioni potevano minare la tranquillità del gruppo. Abbiamo impiegato poco tempo a trovare un nostro equilibrio , siamo migliorati gradualmente nel modo di allenarsi secondo le nuove idee, di portarle in campo, siamo sempre stati fuori dalla griglia play – out, abbiamo ridotto i goal subiti dai 41 della precedente stagione a 25 risultando una delle migliori fasi difensive, per quattordici volte su trenta non abbiamo subito reti, abbiamo migliorato tanto la situazione disciplinare a livello di cartellini, abbiamo faticato un po’ più in fase realizzativa, ma nel Ritorno le cose sono migliorate anche sotto quell’ aspetto e, comunque, abbiamo avuto in rosa il Vice Capocannoniere, Biscaro Parrini, con 12 goal e portato in rete oltre 10 giocatori diversi. Arrivare a pari merito con il Soci, ad un punto da Montalcino ed Asta, a ridosso di squadre come la Chiantigiana e non lontano dai play – off deve essere motivo di grande orgoglio per una formazione ricca di giovani del vivaio e con molti ragazzi che provenivano dalle categorie inferiori.

_ Qual’ è la partita che ricordi con più soddisfazione e quella che, invece, vorresti rigiocare?

_ La partita più entusiasmante e determinante è stata quella interna con il Valdarbia Mazzola, poi vincitore dei play – off: al 90’ eravamo sotto 1 – 0 e questo poteva rendere complicato il cammino salvezza, al 95’ l’ abbiamo addirittura vinta pareggiando con goal di Fanfano, un ragazzo che ha acquisito sempre più importanza in campo e nello spogliatoio, e poi di Rihani su assist di Magdan, due giovani del vivaio, entrambi del ’99, entrambi entrati dalla panchina, due ragazzi che si sono molto spesso “ sdoppiati “ tra sabato e domenica contribuendo anche alla salvezza della Juniores Regionale. La gara che vorrei, forse, rigiocare, è quella interna col Soci , persa 1 – 0, perché è stata l’ unica sconfitta interna e, secondo me, molto immeritata per quanto visto in campo, abbiamo giocato bene, creato molto e perso solo per una giocata di un singolo, Rubechini, su calcio piazzato.

_ Nonostante la buona stagione, il prossimo anno non sarai sulla panchina senese. Come mai?

_ Ho terminato la stagione stanco sul piano fisico e mentale, quando alleni devi essere sempre capace di trasmettere agli altri ed essere un buon traino, a volte è difficile tenere fuori dallo spogliatoio la tua stanchezza, le tue rabbie, i tuoi problemi e riuscire a farlo comporta molto sacrificio. Appena è finita la stagione ho avuto molti contatti con altre Società, ma ho preferito aspettare a prendere decisioni, sia per “ depurarmi “ un po’ dalla stanchezza e soprattutto per aspettare di verificare la proposta del Chiusi che mi aveva prontamente esposto la volontà di proseguire insieme. La decisione, sofferta, di fermarsi, è poi stata mia : ad una piazza importante e calda come quella di Chiusi devi poter dare il 110 % e se per vari motivi, sia personali che legati a molti probabili cambiamenti tecnici senti di non poterlo fare, è meglio essere onesti con tutti. L’ esperienza di 8 anni consecutivi di panchina mi ha insegnato questo.

_ Si era parlato anche di un tuo possibile approdo sulla panchina del Soci, poi non se ne è più fatto nulla. Confermi?

_ Ho parlato con più di una Società, sia Toscane che Umbre, Società di Promozione e di Categoria superiore ed anche di Prima, con progetti ambiziosi e di grande blasone, ma la maggioranza di queste mi ha contattato prima del mio incontro col Chiusi e non me la sentivo di stringere mani prima di essermi confrontato con la Squadra “ di appartenenza “ né di prendere decisioni affrettate , quindi alla fine ho preferito restare fermo . Sicuramente, ad agosto, mi mancherà qualcosa: da quando avevo 6 anni, ho sempre iniziato la preparazione, ma la considero anche questa una nuova esperienza che mi darà nuova energia.

_ Il mercato è praticamente concluso, a meno di qualche colpo last minute. Chi pensi si sia particolarmente rafforzato in vista del prossimo campionato di Promozione?

_ Proprio il Soci è la squadra che ha rafforzato maggiormente la propria rosa, ma anche il Montalcino, se verrà confermato nel Girone B, la Chiantigiana, il Cortona Camucia, il Pontassieve, saranno di nuovo tante le squadre che partiranno per fare bene.

_ Adesso, vediamo che sei impegnato con i Camp estivi con il Real Madrid. Crediamo, un’ esperienza unica, irripetibile. Che sensazione è quella di poter lavorare con tutti questi bambini con la “ camiseta blanca “?

_ Ho appena terminato una settimana intensissima di lavoro sul campo a Siena ( Taverne d’ Arbia ), con 102 bambini ed uno staff di 7 Tecnici per i Clinics del Real Madrid . Ho avuto l’ onore e l’ orgoglio di poter far parte di questo progetto che ci mette in contatto coi bambini dal 7 ai 14 anni, un’ esperienza nuova, stimolante e di grande crescita. Inoltre, il Real Madrid ci affida la responsabilità ed il peso di portare il suo leggendario Stemma, con la possibilità di lavorare col massimo della tecnologia a disposizione delle sedute di allenamento, con la sua metodologia tecnica che sicuramente ci permette di perfezionare la nostra esperienza ed abbiamo la responsabilità in primis di seguire e controllare questi ragazzi, farli divertire e lavorare sul campo, cercare di migliorarli sotto tutti gli aspetti e contemporaneamente valutare quelli più meritevoli per accedere alla Selezione Finale che poi porterà alcuni di loro direttamente a Madrid. Un’ esperienza unica, di grandissimo dispendio energetico, ma davvero avvincente. Mentre ti rispondo, sto partendo per Pozzuoli ( Napoli ), dove svolgerò il mio secondo Camp per la Società spagnola.